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Roy Lichtenstein, Anxious Girl (1964)

Courtesy of Christie's Images Ltd 2026

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Roy Lichtenstein, Anxious Girl (1964)

Courtesy of Christie's Images Ltd 2026

Roy Lichtenstein torna sul mercato con un’«Anxious Girl» da 60 milioni di dollari

Dopo oltre trent’anni di assenza dalla scena, Christie’s annuncia il ritorno di un capolavoro della Pop Art nell'asta in programma a maggio a New York

Camilla Sordi

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Il mercato dell'arte si prepara a un evento di eccezionale rilievo con il ritorno sotto i riflettori di un capolavoro che è rimasto celato in una collezione privata per oltre tre decenni. Il prossimo 18 maggio, durante l'asta serale dedicata al XX secolo di Christie's a New York, i collezionisti avranno l'opportunità di contendersi «Anxious Girl». Realizzata nel 1964, l'opera rappresenta uno degli apici della produzione di Roy Lichtenstein, con una stima che oscilla tra i 40 e i 60 milioni di dollari. Luminoso e costosissimo esempio di Pop Art americana.

Il lavoro appartiene a quella ristrettissima cerchia di ritratti femminili ispirati al mondo dei fumetti che l'artista produsse tra il 1963 e il 1965, il periodo considerato il vero momento d'oro della sua carriera. Un biennio cruciale in cui Lichtenstein realizzò solo una decina di tele di questo genere su una produzione complessiva di circa cento lavori, rendendo ogni apparizione sul mercato un evento di portata storica. Sara Friedlander di Christie's sottolinea come queste tele segnino il passaggio definitivo dell'autore verso la sua maturità espressiva, definendole il culmine della sua ricerca estetica. A differenza delle opere più tarde, in cui la «tecnica a puntini» veniva delegata agli assistenti di studio, in «Anxious Girl» è ancora possibile scorgere la mano diretta del maestro. Inoltre, un altro dettaglio tecnico che rende il quadro quasi unico, è l'assenza di pittura a olio nella sua stesura. 

Quanto alla genesi dell'opera, il lavoro affonda le radici nella cultura visiva popolare dell'epoca, con il soggetto che rappresenta una rielaborazione di una copertina che Tony Abruzzo realizzò per il fumetto «Girls’ Romances», della DC Comics. Tuttavia, Lichtenstein operò una profonda trasformazione psicologica sul materiale originale, eliminando le figure maschili che facevano da contorno per concentrarsi esclusivamente sul volto e sull'inquietudine della protagonista, accentuandone l'intensità emotiva attraverso l'aggiunta di una ruga d'espressione sulla fronte.

Il pedigree del dipinto è altrettanto prestigioso, essendo appartenuto in passato a Horace e Holly Solomon, storici mecenati della Pop Art. Sebbene le dimensioni della tela siano leggermente più contenute rispetto ad altri celebri lavori come «Sleeping Girl», venduta nel 2012 per quasi 45 milioni di dollari, o il monumentale «Nurse», che nel 2015 ha stabilito il record d'asta per l'artista con 95 milioni di dollari, il valore di «Anxious Girl» rimane altissimo. La valutazione riflette non solo i risultati delle aste pubbliche, ma anche un mercato privato estremamente florido per questo tipo di soggetti.

Le statistiche del settore confermano che, nonostante Lichtenstein abbia ritratto più uomini che donne nel corso della sua vita, sono proprio le figure femminili a dominare la classifica dei suoi prezzi di vendita più alti. In queste «micro-narrazioni» visive, l'universo maschile viene spesso relegato a un ruolo marginale o, come nel caso di questa fanciulla ansiosa, scompare del tutto dalla scena, lasciando lo spettatore libero di interrogarsi sulle ragioni profonde del tormento della protagonista, in un'astrazione emotiva che trascende il linguaggio grafico del fumetto.

Roy Lichtenstein, Anxious Girl (1964). Courtesy of Christie's Images Ltd 2026

Camilla Sordi, 29 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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