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Angelica Kaufmann
Leggi i suoi articoliA poche centinaia di metri dalla riva, a 6 metri di profondità, si sta formando una città sommersa. Non è un mito alla maniera di Atlantide, ma il nuovo capitolo del rapporto tra Miami Beach, l’arte contemporanea e la fragilità del suo ecosistema marino. Qui l’artista argentino Leandro Erlich ha installato Concrete Coral, un’inedita fila di 22 automobili in cemento marino, adagiate sul fondale come un ingorgo stradale inabissato. È il primo tassello di Reefline, ambizioso progetto che nei prossimi dieci anni darà forma a un parco di sculture subacquee lungo sette miglia, concepito come una barriera artificiale capace di sostenere la rigenerazione dei coralli.
Le automobili di Erlich, realizzate in cemento marino tramite tecnologia 3D, sono progettate per essere progressivamente colonizzate dalla vita sottomarina: 2.200 coralli verranno innestati sulle loro superfici affinché, crescendo, trasformino l’installazione in una vera e propria scogliera artificiale. Pesci e organismi marini hanno già iniziato a popolare gli spazi cavi dei veicoli. Per Erlich, noto per i suoi giochi visivi e trompe-l’œil, “la natura completa l’opera”: Concrete Coral nasce proprio da questa collaborazione tra intervento artistico e processo biologico. La scena dell’ingorgo sommerso richiama la quotidianità del traffico di Miami, ma ribaltata in chiave ecologica.
Reefline è guidato dalla produttrice culturale Ximena Caminos e sviluppato in collaborazione con la città di Miami Beach, biologi marini, ingegneri e l’architetto Shohei Shigematsu dello studio OMA, autore del masterplan. Il progetto ha una doppia anima: una attrazione pubblica accessibile a nuotatori, snorkeler e sub, e un’infrastruttura ecologica progettata per evolvere nel tempo insieme agli organismi viventi che la popoleranno. Il finanziamento arriva in parte da un general obligation bond votato dai residenti e da fondazioni private come la Knight Foundation e la Blavatnik Family Foundation. L’obiettivo finale? Raccogliere 30 milioni di dollari per completare la barriera artistica. In un grande capannone del quartiere di Allapattah, l’artista-biologo Colin Foord, co-fondatore di Coral Morphologic, coltiva le specie di octocoralli che verranno trapiantate sulle sculture. Illuminati da LED blu che simulano la luce oceanica, i frammenti crescono per mesi prima di essere pronti al mare. Gli scienziati prevedono che serviranno dai tre ai cinque anni per vedere i primi risultati tangibili nella copertura dei veicoli. La ricerca è cruciale: dopo l’ondata di calore oceanica del 2023, due specie fondamentali delle Florida Keys sono state dichiarate funzionalmente estinte nelle acque dello stato. Reefline vuole proprio contrastare questo declino.
Il programma prevede l’aggiunta di nuove installazioni a partire dal 2026, tra cui: Heart of Okeanos di Petroc Sesti, una scultura monumentale ispirata al cuore di una balenottera azzurra. The Miami Reef Star di Carlos Betancourt e Alberto Latorre, composto da 46 moduli a forma di stella che, una volta assemblati, saranno visibili anche dall’alto. Unità modulari OMA, pensate per adattarsi alla topografia del fondale e funzionare come barriere frangiflutti.
In occasione della Miami Art Week (1-7 dicembre), Reefline ospita un centro di apprendimento galleggiante, dove artisti e scienziati incontrano il pubblico per illustrare le sfide della conservazione marina e invitano i visitatori a piantare il proprio corallo. Anche le fiere d’arte della settimana affrontano il tema: ad esempio, Untitled Art dedica una sezione speciale alle opere che utilizzano l’acqua come metafora o materiale poetico.
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