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Redazione
Leggi i suoi articoliComparso alle 11 di lunedì 8 settembre all’esterno del Queen's Building, parte delle Royal Courts of Justice di Londra, dopo poche ore il nuovo murale di Banksy era già stato occultato con grandi teli di plastica e barriere metalliche. L’opera, visibile sull’account Instagram dell’artista di Bristol, raffigura un giudice britannico con la tradizionale parrucca e la toga nera nell’atto di colpire con il martelletto un manifestante disteso a terra che impugna un cartello macchiato di sangue. Online il murale era accompagnato dalla didascalia: «Royal Courts of Justice: Londra». Un portavoce delle HM Courts and Tribunals ha dichiarato che il murale, attualmente sorvegliato da agenti di polizia, sarà presto rimosso in conformità con le norme sugli edifici storici: «Le Royal Courts of Justice sono un edificio storico e siamo tenuti a mantenerne il carattere originale».
Pur non comparendovi riferimenti espliciti a fatti di cronaca, secondo la Bbc il murale è un evidente richiamo alle proteste organizzate nella capitale britannica lo scorso fine settimana contro la recente messa al bando come «organizzazione terroristica» di Palestine Action da parte del governo Starmer in seguito ad atti di vandalismo. Durante le proteste quasi 900 persone sono state arrestate.
Dalla metà degli anni Duemila lo street artista britannico ha realizzato varie opere a Gaza e in Cisgiordania. Nel 2015 ha pubblicato un ironico video turistico su Gaza e nel 2017 a Betlemme, di fronte alla barriera di cemento alta 9 metri che attraversa la Cisgiordania occupata, aveva realizzato The Walled Off Hotel, «l’hotel con la peggior vista del mondo».
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