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La facciata del Museo Civico Pier Alessandro Garda su piazza Ottinetti ad Ivrea

Foto: Museo Garda Ivrea

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La facciata del Museo Civico Pier Alessandro Garda su piazza Ottinetti ad Ivrea

Foto: Museo Garda Ivrea

A Ivrea riapre con un riallestimento il Museo Civico Pier Alessandro Garda

La sezione orientale segue un percorso incentrato sul tema fiori e uccelli; la collezione Guelpa-Croff invece illustra in un nuovo itinerario il legame tra sacro e profano

Roberto Mercuzio

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A Ivrea (To) sabato 17 gennaio il Museo Civico Pier Alessandro Garda riapre al pubblico con un allestimento rinnovato della collezione orientale e della collezione Guelpa Croff. Il nuovo percorso espositivo della sezione orientale è incentrato sul tema fiori e uccelli (Kachō) attraverso una ricca selezione di opere provenienti dalla raccolta di Pier Alessandro Garda: lacche maki-e, ventagli ricamati, piatti cloisonné, incensieri in bronzo, tessuti, dipinti su carta e su seta.

L’itinerario segue le associazioni tipiche della tradizione culturale giapponese (ad esempio gru e pino, passeri e bambù, falco sul pino, fenice e paulonia). Nel mondo nipponico gli elementi naturali non sono semplici motivi decorativi, ma presenze vitali, cariche di significato. Se fiori e uccelli sono manifestazioni del ritmo cosmico, le fioriture segnano lo scorrere del tempo e simboleggiano la caducità della vita ma anche l’ineluttabile rinascita. Gli uccelli, in abbinamento a fiori e piante, scandiscono il mutare delle stagioni o sottolineano valori e virtù.

Il nuovo allestimento presenta alcune opere mai esposte prima perché in condizioni precarie: ora sono state sottoposte a restauro, realizzato tra dicembre 2025 e gennaio 2026 dalla Fondazione Centro Conservazione e Restauro dei Beni Culturali La Venaria Reale. Nei prossimi mesi il percorso espositivo, al termine di un complesso restauro, verrà ulteriormente arricchito dall’esposizione di una scatola in lacca decorata con la figura di un falco su un posatoio.

Il percorso invita il visitatore a osservare la natura non come spettatore esterno, ma come partecipe del suo ritmo: un bocciolo che si apre, un’ala che smuove impalpabile l’aria, una figura riflessa sull’acqua finiscono per coinvolgere chi li guarda. Kachō allora non è più soltanto un soggetto artistico, ma una vera e propria chiave di lettura: un modo di vedere la natura come principio vitale, legame profondo tra esseri e spazio poetico in cui il tempo scorre senza mai ripetersi identico.

Il pubblico potrà inoltre ammirare una rinnovata selezione di opere provenienti dalla Collezione Guelpa Croff, patrimonio pervenuto al Comune di Ivrea grazie alle volontà testamentarie della signora Lucia Guelpa. La collezione deriva dalla passione per l’arte di Abdone Croff (Milano, 1893-1946), collezionista di formazione umanistica e raffinato mecenate, attivo tra arte antica e contemporanea, la cui sensibilità estetica si estese anche al design, all’oreficeria e alle arti applicate.

Dopo la tragica scomparsa di Abdone Croff, della moglie Adele e del figlio Livio nel 1946 per le conseguenze di un incidente stradale, l’eredità dei Croff passò alla sorella di Adele, Lucia Guelpa, che, prima della sua morte nel 2003, per volontà testamentaria destinò gran parte dei beni al Comune di Ivrea. La nuova selezione di opere è stata scelta per illustrare il legame tra sacro e profano. Accanto ai ritratti, che attraversano i secoli dal «Ritratto d’uomo» di Annibale Carracci fino alle opere di Pietro Annigoni, trovano spazio immagini di intensa spiritualità: dalla «Crocifissione con santi» di Giovanni del Biondo a un «San Sebastiano» di scuola caravaggesca, fino alla «Predica di San Francesco agli uccelli» di Annigoni. Un percorso che mette in relazione devozione e vita quotidiana, immagine sacra e ritratto privato, restituendo la complessità sfaccettata della dimensione reale e spirituale.

Roberto Mercuzio, 15 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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