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Agnese Purgatorio, «Revolución de horizontes», 2025

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Agnese Purgatorio, «Revolución de horizontes», 2025

A Berlino il video e la pellicola filmica nell’arte italiana dagli anni Settanta a oggi

All’Istituto Italiano di Cultura sono riunite opere di Gianfranco Baruchello, Filippo Berta, Benedetta Fioravanti, Claire Fontaine, Giovanni Giaretta, Nicoletta Grillo, Eva Marisaldi, Masbedo, Luca Maria Patella, Agnese Purgatorio ed Enrico Serotti

Alessia De Michelis

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«Il titolo del progetto “Video-Vitality” porta con sé le sperimentazioni italiane più significative e poco conosciute a Berlino, considerando il video come un’esperienza “vitalistica” sinestetica di relazione con il mondo, interno ed esterno: un rapporto imprescindibile, di carattere performativo e rigenerativo, tra il nostro essere liquido, infinitamente mutevole, e i territori, i contesti e le realtà, che pur sempre uniscono natura e cultura».

Con queste parole, il curatore Giacomo Zaza racconta la mostra che fino al 15 aprile l’Istituto Italiano di Cultura ospita a Berlino. Qui sono infatti riunite opere di Gianfranco Baruchello, Filippo Berta, Benedetta Fioravanti, Claire Fontaine, Giovanni Giaretta, Nicoletta Grillo, Eva Marisaldi, Masbedo, Luca Maria Patella, Agnese Purgatorio ed Enrico Serotti per fornire una panoramica sull’utilizzo del video e della pellicola filmica nell’arte italiana dagli anni Settanta a oggi.

«Il progetto vuole essere un viaggio video-vitalistico a più voci ai bordi della condizione umana, delle sue pulsioni e dei suoi sconfinamenti. In questo viaggio troveremo non soltanto esperienze apparentemente lineari, ma anche continui spostamenti visivi, e semantici, di immagini da vari contesti, che l’artista Hito Steyerl, di base a Berlino, ha riassunto con il termine travelling images. Avremo opere dove la finzione diventa realtà e viceversa, e dove si porrà in risalto il significato mutevole delle immagini (perlustrato da Gianfranco Baruchello durante la sua lunga carriera). Emergeranno immagini, non solo legate a una interpretazione della natura e dei sentimenti umani, ma anche a un versante documentario o narrativo, sintomatico del desiderio di rappresentare e “dare nuova forma” alle esperienze, siano esse totalmente inventate. Non dimenticando che le narrazioni (di qualsiasi tipo) interpretano e manifestano nuovi orizzonti cognitivi e percettivi». 

Da artisti affermati e giovani emergenti, «Video-Vitality. Sconfinamenti nell’arte italiana» testimonia come le immagini in movimento siano in continua trasformazione, superando le barriere disciplinari e reinventando i linguaggi visivi che, dal cinema al found footage, dal montaggio alla composizione digitale, hanno segnato le pratiche di molti.

Alessia De Michelis, 03 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

A Berlino il video e la pellicola filmica nell’arte italiana dagli anni Settanta a oggi | Alessia De Michelis

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