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Salvador Dalì (1904-1989), «Décor de théâtre pour Bacchanale»

Bonhams

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Salvador Dalì (1904-1989), «Décor de théâtre pour Bacchanale»

Bonhams

La più grande opera mai dipinta da Salvador Dalì è ora sul mercato

Più che un dipinto, «Bacchanale» è una macchina scenica monumentale composta da tredici pannelli, ideata come scenografia per un balletto e ora proposta in asta per 200-300 mila euro

Davide Landoni

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Si torna a sognare, a Parigi, il 26 marzo 2026, quando Bonhams metterà in scena la sua vendita annuale dedicata al Surrealismo. A dominare la scena un’opera che, per dimensioni e ambizione, sfida qualsiasi definizione tradizionale di pittura: «Bacchanale» di Salvador Dalí, realizzata nel 1939 e proposta con una stima di 200-300 mila euro. Più che un dipinto, infatti, «Bacchanale» è una macchina scenica monumentale composta da tredici pannelli, considerata la più grande opera mai dipinta dall'artista. Nata per il palcoscenico del Metropolitan Opera di New York, rappresenta uno dei vertici dell’ambizione totalizzante dell’artista catalano. Dalí la definì il suo primo balletto paranoico-critico. Se questa è la scenografia, a corredo vi erano anche libretto e costumi, in un progetto che aspirava a fondere arti visive, musica e danza in un’unica visione.

La prima ebbe luogo il 9 novembre 1939, in un clima segnato dallo scoppio del conflitto europeo. Al fianco di Dalí lavorarono figure centrali della scena teatrale internazionale come il coreografo Léonide Massine, direttore dei Ballets Russes de Monte Carlo, e Coco Chanel, autrice di parte dei costumi e degli accessori. La partitura rielaborava l’ouverture del «Tannhäuser» di Richard Wagner. Poi la guerra complicò le cose, e non andò tutto come previsto. Ma nonostante l’assenza di Dalí alla prima e il rifiuto di Chanel di inviare le sue creazioni, lo spettacolo si rivelò comunque un successo.

Cuore del progetto, almeno ai nostri occhi, fu proprio la scenografia. Realizzata tra marzo e agosto 1939 tra Parigi, Monte Carlo e New York, il dipinto supera complessivamente i 20 metri per 30. Al centro domina il Monte di Venere, sormontato da un grande cigno, simbolo di desiderio e peccato, originariamente costruito su una struttura lignea oggi perduta. Le tele, dipinte con una precisione quasi fotografica e integrate da elementi tridimensionali, costruiscono uno spazio visionario in cui ricorre la figura femminile acefala distesa, motivo che appare anche ne «L’Énigme sans fin».

Francis Picabia (1879-1953), «La Polonaise»

Jane Graverol, «Tête en l'air, huile sur panneau»

Dopo decenni lontana dai riflettori, «Bacchanale» è riemersa negli ultimi anni in una serie di esposizioni. Nel 2023 al Salón de Arte Moderno di Madrid, nel 2024 al Círculo de Bellas Artes e nel 2025 alla Fabbrica del Vapore di Milano. Proveniente da un’importante collezione privata, torna ora sul mercato come un raro esempio di teatro surrealista sopravvissuto nella sua imponenza originaria.

Accanto al capolavoro di Dalí, la vendita riunisce maestri francesi, belgi e italiani, offrendo uno spaccato articolato del Surrealismo europeo. Tra i lotti di rilievo figura «Tête en l’air» (1945 circa) di Jane Graverol, proposta con stima 25-35 mila euro. L’opera condensa l’universo simbolico dell’artista belga, protagonista del Surrealismo del dopoguerra e vicina agli ambienti d’avanguardia brussellesi gravitanti intorno a René Magritte. Il corpo sospeso e trasfigurato evoca un’elevazione spirituale che dissolve i confini tra realtà e immaginazione.

Di Francis Picabia saranno offerti undici lavori tra dipinti e opere su carta, testimonianza della sua mobilità stilistica negli anni Quaranta, sospesa tra figurazione e astrazione. Spicca «La Polonaise» (1940), olio su tavola proveniente dalla collezione di Olga Picabia ed esposto allo Kunsthaus di Zurigo nel 1984 e a Nizza nel 1991, con stima 200-300 mila euro. «Sans titre (Masque)», olio su cartone firmato, è valutato con stima 150-250 mila euro, mentre tra le opere su carta compare «Sans titre (Femme de profile au chignon)», firmato, iscritto e datato “Francis Picabia Paris 19 mars 1944”, con stima 10-12 mila sterline.

Davide Landoni, 27 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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