Vulci, la forza dei simboli

Jasmine Pignatelli, Segno elettivo
Federico Castelli Gattinara |

Vulci (Vt). La prima volta è stata l’anno scorso con «Pietra liquida», oggi con «Il Codice Vulci» torna negli affascinanti ambienti ipogei della Domus del Criptoportico nell’area archeologica di Vulci una collettiva di scultura ceramica che si confronta con i grandi temi dell’antico, quest’anno con la forza poetica e generatrice dei simboli, come recita il sottotitolo della mostra.

Dieci gli artisti scelti dalla stessa curatrice, Gianna Besson, in parte gli stessi della prima edizione di una rassegna che si va strutturando in annuale appuntamento estivo: dall’8 luglio al 10 settembre i freschi e ombrosi spazi sotterranei si animeranno delle opere di Luigi Belli, Giorgio Crisafi, Antonio Grieco, Mirna Manni, Riccardo Monachesi, Jasmine Pignatelli, Paolo Porelli, Alfonso Talotta, Paolo Torella e Mara van Wees. Questa volta ampliata con una seconda tappa di tutti gli artisti nel vicino Museo
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© Riproduzione riservata Mara van Wees, Via Cave 1 La tomba delle iscrizioni a Vulci Giorgio Crisafi, Su questo letto nasce la mia storia
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