Volti, doppi e rispecchiamenti

Tra Roma e la London Art Week gli artisti si destreggiano tra il proprio io enigmatico e i ritratti dei loro modelli

Luigi Trifoglio, «Ritratto del chirurgo Gino Pieri», 1931
Francesca Romana Morelli |  | Roma

Da alcuni anni Carlo Virgilio e Stefano Grandesso s’interessano alla ritrattistica, che presentano in fiere internazionali, tra cui Tefaf. Fino al 30 novembre propongono «Face 4», una mostra in parte preparata per l’ultima edizione estiva della London Art Week e ora integrata o sostituita con nuovi ritrovamenti.

Tra le opere ci sono alcuni autoritratti e numerosi ritratti, nei quali gli artisti si destreggiano tra il proprio io enigmatico e i volti dei loro modelli, in un gioco di rispecchiamenti e di sdoppiamento dell’io. Le opere sono studiate da specialisti. Un magnifico ritratto in terracotta a bassorilievo di Sir William Hamilton, ambasciatore plenipotenziario della corona inglese alla corte del Regno di Napoli, è attribuito da Angela Carola Perrotti alla mano dello scultore Filippo Tagliolini, impegnato nella Real Fabbrica Ferdinandea quando lo realizzò con tratti veristici tra il 1781 e il 1783. Eseguito da un artista lombardo intorno al 1820, invece, rimane di autore sconosciuto il volto di un giovane uomo, con un’inquadratura molto ravvicinata e una luce proveniente da sinistra che ne accrescono l’intensità.

Si segnala uno straniante dipinto del saturnino pittore romano Luigi Trifoglio che ritrae il chirurgo Gino Pieri mentre si appresta a operare (1931). Il ritratto appare come una sorta di trasposizione moderna della deposizione del corpo di Cristo, calata in un’atmosfera da Nuova Oggettività. Tra gli altri artisti, si citano Mirko, Alberto Martini, Giulio Bargellini, Vanni Rossi e Achille Funi.

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