Viaggio nel Palazzo Reale di Torino | Presentazione

Da residenza di corte a fulcro dei Musei Reali

Enrica Pagella |  | Torino

Dopo tre mesi di chiusura dovuta alle norme per il contrasto della pandemia, il 2 febbraio riapre il Palazzo Reale di Torino, con la limitazione delle sole giornate lavorative dal lunedì al venerdì. Nel giorno della «ripartenza», prende avvio l'iniziativa che i Musei Reali di Torino e Il Giornale dell’Arte rivolgono a lettori e visitatori: la riscoperta delle collezioni d'arte di Palazzo Reale, raccontate dalla loro curatrice. La direttrice dei Musei Reali Torino, Enrica Pagella, introduce il reportage che verrà pubblicato in varie puntate nel Giornale dell'arte online.

Le origini del maestoso complesso del Palazzo Reale di Torino risalgono al 1563, quando Emanuele Filiberto di Savoia decise di trasferire la capitale del ducato da Chambéry a Torino, legando definitivamente i destini della sua casata a quelli dell’Italia. Lo spazio prescelto per la nuova costruzione occupa l’area nord est del quadrilatero romano, con la facciata orientata a meridione, sulla direttrice che vedrà la nascita delle nuove piazze Castello e San Carlo.

A nord, si allunga il perimetro delle mura e dei bastioni, con i padiglioni di guardia e i giardini arricchiti da fontane, giochi d’acqua e sculture. Un palinsesto di architetture che affonda le radici sui resti del teatro romano, che svetta verso il cielo con il profilo fiabesco della cupola di Guarino Guarini e che protende le sue lunghe e severe gallerie a includere le segreterie di stato, gli archivi, il teatro e la cavallerizza con il suo maneggio.

Un progetto grandioso, che ha impegnato due secoli di cantieri e generazioni di architetti, artigiani e artisti di varia specializzazione, reclutati in loco o chiamati da altre città per ingrandire e rimodellare incessantemente gli ambienti della residenza, adattandoli alle necessità della corte e alle variazioni del gusto.

Questa lenta e complessa stratificazione si riverbera all’interno del Palazzo con l’intreccio labirintico di appartamenti di rappresentanza e di spazi privati: anticamere, sale, gallerie, gabinetti, cappelle, il tutto interconnesso da un’infrastruttura di porte, scale e passaggi, quelli ufficiali, che riecheggiano con pitture, ritratti ed emblemi la gloria di principi e di re, e quelli invisibili destinati al quotidiano andirivieni della servitù.

Anche i nomi delle stanze sono spesso un labirinto di parole che allude all’organizzazione e ai cerimoniali della vita di corte: le sale delle guardie svizzere e dei paggi, la camera di parata e dell’alcova, i pregadio e il gabinetto del segreto maneggio degli affari di stato.

Un palazzo che è stato abitato e vissuto per oltre tre secoli e dove ogni ambiente conserva, quasi a modo di una naturale incrostazione accresciuta e modificata dal tempo, il suo rivestimento di stucchi, intagli, pitture, arazzi, mobili, specchi, sovrapporte, mensole, grandi tele e ritratti in miniatura, argenti, ceramiche, porcellane, lacche cinesi e intarsi in tartaruga e madreperla.

Un palazzo che racchiude anche la memoria delle grandi rivoluzioni che hanno segnato il passaggio dall’antico regime all’era moderna, con la Sala del Trono e, poco distante, quella del Consiglio, dove nel 1848 Carlo Alberto firmò lo Statuto Albertino, antesignano della nostra carta costituzionale. O la fastosa Galleria della Regina, trasformata nell’Ottocento in museo delle armi e, al piano inferiore, in una grande biblioteca dedicata allo studio e alla ricerca nei vari campi del sapere.

Nel 1946, con l’esilio dell’ultimo re sabaudo, inizia per il Palazzo di Torino il cammino della musealizzazione. Al nucleo storico del Palazzo, si aggregano nel tempo il Museo di Antichità e Galleria Sabauda. Dal 2014, gran parte delle antiche collezioni sabaude, con l’eccezione di quelle egizie, hanno ritrovato sede all’interno della residenza, oggi riorganizzata nel nuovo polo unitario dei Musei Reali.

VIAGGIO NEL PALAZZO REALE DI TORINO
Testi di Lorenza Santa, curatrice delle Collezioni

Presentazione: da residenza di corte a fulcro dei Musei reali
1. Il Gabinetto delle Miniature
2. Il Settecento piemontese nell’Appartamento dei Principi Forestieri
3. Stanze private e moderni comfort. I bagni dei Savoia
4. Don Chisciotte a Torino e gli arazzi della collezione
5. Le stanze di Madama Felicita

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