Viaggio nel Palazzo Reale di Torino | 3

Stanze private e moderni comfort. I bagni dei Savoia

Lorenza Santa |  | TORINO

Nelle antiche Residenze Reali, oltre agli Appartamenti di rappresentanza, riscuotono sempre grande successo e interesse anche gli ambienti della servitù e gli spazi privati dei sovrani, come bagni e servizi. Oltre alle Cucine, collocate nel piano interrato e articolate in vari ambienti, il Palazzo Reale di Torino conserva ancora oggi, seppure talvolta solo nella denominazione, alcuni Gabinetti di Toeletta, successivamente rimaneggiati e convertiti a nuove funzioni.

Il caso più celebre è il Gabinetto creato nel Settecento per il Segreto Maneggio degli Affari di Stato, progettato da Filippo Juvarra e completato da Benedetto Alfieri. Decorato con i superbi mobili intarsiati da Pietro Piffetti e ornati in bronzo dorato da Francesco Ladatte, l’ambiente fu utilizzato nel secolo successivo per la toeletta di Maria Teresa d’Asburgo, moglie di Carlo Alberto di Savoia e regina di Sardegna. L’andito adiacente ospitò una «panca comoda» e, per la regina Margherita, si aggiunse un raffinato lavabo neorococò dell’ebanista fiorentino Francesco Morini.

Una seconda «panca» con moderna tubatura in piombo fu predisposta dall’ebanista Gabriele Capello anche per Carlo Alberto. Nel raffinato Pregadio della regina decorato nel XVIII secolo da Prinotto e Piffetti, il re fece ricavare il proprio servizio privato, accanto alla sobria Camera da letto ornata da una pregevole pala d’altare di Defendente Ferrari.

Successive sale da bagno più moderne e confortevoli si devono, invece, al re Vittorio Emanuele III e alla regina Elena del Montenegro, con le caratteristiche vasche incassate nei pavimenti, rubinetterie in ottone della ditta Giovanni Penotti, mobili toilette, specchi e arredi igienici. Il bagno della regina è forse il più bello di tutto il Palazzo.

Ricavato al pianterreno nell’ala di levante già abitata dalla principessa Maria Letizia di Savoia Napoleone, l’ampia e luminosa stanza presenta un grande doppio lavandino e insoliti pregevoli lampadari decorati con foglie di vischio in ferro battuto. Sugli armadi e negli scomparti della boiserie si dispiega una collezione di delicati acquerelli floreali dipinti dalla pittrice Emma Biscarra, a conferire ulteriore eleganza e freschezza all’intero ambiente.

Nell’Appartamento dei Principi di Piemonte al secondo piano rimane poi un bel bagno privato usato nel 1925-31 da Umberto di Savoia, luogotenente del Regno d’Italia e futuro Re di maggio. Il principe risiedette, con la moglie Maria Josè del Belgio, nelle sale un tempo occupate dai duchi di Savoia e d’Aosta; ne aggiornò in parte la decorazione e conferì alle stanze nuove destinazioni d’uso in relazione alle esigenze della coppia.

L’ampia stanza da bagno di Umberto, vicina alla sua Camera da letto, è dotata di ogni accessorio necessario alla cura della persona e conserva ancora gli impianti originali di scarico e di riscaldamento. A essa si accede oggi attraverso la cosiddetta Piccola Galleria del Beaumont, un suggestivo corridoio di collegamento fra Appartamenti diversi, allestito con cartoni a olio settecenteschi prodotti nella scuola del pittore di corte Claudio Francesco Beaumont e destinati alla manifattura torinese degli arazzi.

Palazzo Reale va riscoperto, quindi, anche nei suoi ambienti privati e talvolta nascosti, silenziosi rivelatori della secolare storia dell’edificio e dei suoi proprietari.

VIAGGIO NEL PALAZZO REALE DI TORINO
Testi di Lorenza Santa, curatrice delle Collezioni

Presentazione: da residenza di corte a fulcro dei Musei reali
1. Il Gabinetto delle Miniature
2. Il Settecento piemontese nell’Appartamento dei Principi Forestieri
3. Stanze private e moderni comfort. I bagni dei Savoia
4. Don Chisciotte a Torino e gli arazzi della collezione
5. Le stanze di Madama Felicita

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