Vertigini, rovine e poesia

Da Continua Gormley, Gupta e il giovane Alejandro Campins

Federico Florian |  | San Gimignano (Si)

La personale che il londinese Antony Gormley (1950) presenta alla Galleria Continua dal 13 maggio al 28 agosto si configura come un’esplorazione del concetto di spazio attraverso lavori di natura interattiva. Gormley mira a creare un ambiente fisico e psicologico in cui la spazialità divenga esperienza: «La propriocezione (l’insieme delle funzioni deputate al controllo della posizione e del movimento del corpo nello spazio, Ndr) dichiara l’artista, deve sostituire la rappresentazione».
 
Entrando nello specifico di «Co-ordinate» il titolo dell’esposizione, il primo lavoro che accoglie il visitatore è «Mean III» (2016), uno strumento di automisurazione, cui s’accompagna «Into the Light» (1985), una delle prime opere dell’artista, che consiste in una mappatura del corpo attraverso il sistema delle coordinate geografiche. Il fulcro della mostra è rappresentato da una nuova
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