Vedere e rivedere Parigi

Al Musée Carnavalet stampe originali e una trentina di inediti di Henri Cartier-Bresson

Henri Cartier-Bresson, «Libération de Paris, 25 août 1944», Collezione Fondation Henri Cartier-Bresson. © Fondation Henri Cartier-Bresson/Magnum Photos
Luana De Micco |  | Parigi

La prima mostra del Musée Carnavalet, il museo della storia di Parigi, da poco riaperto, è dedicata ad Henri Cartier-Bresson: «Revoir Paris» (fino al 31 ottobre). Curata dalla direttrice del museo Valérie Guillaume, rivisita il legame che il grande fotografo (1908-2004) strinse con la città, dove tornava sempre tra un viaggio e l’altro, e analizza le influenze di Eugène Atget e dei surrealisti.

HCB documentò la Liberazione di Parigi nel 1944 e le rivolte sociali del ’68, realizzò ritratti di parigini e romantiche immagini di «bouquinistes» e ponti sulla Senna. Frutto di una ricerca durata anni, la mostra presenta stampe originali e una trentina di inediti ed stata realizzata in collaborazione con la Fondation Henri Cartier-Bresson che propone, fino al 19 settembre, «Eugène Atget. Voir Paris», pendant della mostra del Carnavalet.

Intanto la Bibliothèque Nationale de France allestisce (fino al 22 agosto) «Henri Cartier-Bresson. Le grand jeu», proponendo una rilettura della Master Collection, i 385 scatti che lo stesso HCB assemblò nel 1973.

Nata dalla collaborazione tra la BNF e Palazzo Grassi, che fino allo scorso febbraio ne ha ospitato la prima tappa, la rassegna ha coinvolto Annie Leibovitz, Javier Cercas, François Pinault, Wim Wenders e Sylvie Aubenas, invitati a selezionare e raccontare 50 scatti (catalogo Marsilio-Bibliothèque Nationale de France).

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