Vanvitelli la volle concava come il porto

Recuperata la Chiesa del Gesù ad Ancona dopo i lavori di restauro

La facciata della Chiesa del Gesù ad Ancona. © Regione Marche
Marta Paraventi |  | Ancona

Il capoluogo delle Marche si riappropria di uno degli edifici più belli della città dopo i lavori di restauro: si tratta della Chiesa del Gesù edificata nel 1605 per volere dei Gesuiti e poi ristrutturata tra 1733 e 1743 da Luigi Vanvitelli, autore nel porto dorico anche dell’Arco clementino e della Mole che porta il suo nome.

La chiesa, nata nella fase di riammodernamento della città voluta da papa Clemente XII, si affaccia sull’attuale piazza Benvenuto Stracca, allora detta della Farina (dal nome del mercato che qui era allestito): è nota soprattutto per la particolare forma architettonica concava della facciata che, in linea con la forma del porto antico sottostante, si erge maestosa poggiando su due scale curvilinee che favoriscono l’accesso attraverso un pronao timpanato.

Commissionate e finanziate dall’Arcidiocesi di Ancona-Osimo, le consistenti opere di risanamento sono state attuate a seguito di infiltrazioni di acqua che avevano compromesso gli intonaci, gli stucchi e in generale l’apparato decorativo degli interni, soprattutto nella zona del presbiterio. Anche tutti i marmi degli altari dell’edificio sono stati restaurati consentendo la ricollocazione di tutte le tele appartenenti alla chiesa nelle rispettive sedi originarie.

Tra queste la straordinaria «Circoncisione» di Orazio Gentileschi sull’altare maggiore, commissionata dal conte Nappi e databile 1605-07 (in alto a sinistra, il personaggio che guarda verso l’osservatore è la figlia Artemisia); la «Partenza di san Francesco Saverio per le Indie» di Sebastiano Conca e il «Sant’Antonio Abate» di Filippo Pallavicini. La Chiesa del Gesù rimarrà aperta il sabato e la domenica dalle ore 10.30 alle ore 12.30 grazie ai volontari della Delegazione Fai
di Ancona.

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