Uniti dalla cera

Chen Zhen, «Un village sans frontières», 2000, legno e cera. Foto Francesco Cuttitta
Giusi Diana |

Palermo. Ultima settimana per potere visitare «Wax», la mostra allestita da Francesco Pantaleone Arte Contemporanea che mette a confronto opere di artisti contemporanei di generazioni diverse e produzioni di ceroplasti in prevalenza siciliani attivi tra Sette e Ottocento provenienti da collezioni private. Ad accomunarli il medium utilizzato, la cera, che rivela una straordinaria capacità di declinare non soltanto le forme più prettamente scultoree, ma anche i linguaggi meno mimetici e più alchemici della contemporaneità, facendosi di volta in volta volume, impasto o superficie cromatica.

Accanto a scarabattole a tema sacro e ritratti di nobili, ci sono anche delicate teste femminili policrome di inizio Ottocento, che troviamo accostate alla perturbante «Madre» di Paolo Grassino, un lavoro del 2010 in polistirolo, radici e cera da fusione; mentre il lirico «Le piccole sorelle della XVII cera di
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

© Riproduzione riservata Ritratti di nobili e ammiraglio napoletano, XIX secolo. Foto Francesco Cuttitta Testa femminile, fine XVIII-inizio XIX secolo. Foto Francesco Cuttitta Paolo Grassino, «Madre», 2010. Polistirolo, radici e cera da fusione. Foto Francesco Cuttitta Alessandro Piangiamore, «Le piccole sorelle della XVII cera di Roma». Foto Francesco Cuttitta
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