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Archeologia

Un anno di scoperte in Catalogna

Ritrovamenti sorprendenti del Servizio di Archeologia della Generalitat

Un'immersione «archeologica» alle isole Formigues

Barcellona. Un investimento di 2,2 milioni di euro e un rinnovato ottimismo hanno permesso al Governo autonomo della Catalogna (la Generalitat) di chiudere l’anno archeologico in bellezza. Durante il 2019 il Servizio di Archeologia e Paleontologia del Dipartimento di Cultura, che l’anno prossimo compirà 40 anni, ha realizzato 1.024 interventi: 861 preventivi, 157 di ricerche programmate e 7 d’urgenza. Un numero che seppur inferiore agli anni di grande attività (nel 2008 si raggiunsero 1.262 interventi) è ormai lontano dagli anni della paralisi (il 2013, l’annus horribilis ne registrò solo 624).

Il ritrovamento più sorprendente è stato un calice gotico del Trecento, rinvenuto nella necropoli del complesso monumentale del Castello di Besora, nella provincia di Osona. Da alcuni resti, come piccoli chiodi e cardini, si evince che il calice era custodito in una cassetta di legno ormai polverizzata, ma ancora non si conosce nulla della sua storia, salvo che non era consueto seppellire le persone con i loro oggetti. Sicuramente era un oggetto di gran valore (21 cm, 350 gr di peso) in argento con dettagli d’oro e decorazioni in pasta vitrea. Una delle ipotesi avanzate è che potesse trattarsi di un ladro seppellito con l’ultimo bottino, ma secondo Cesc Busquets, l’archeologo che l’ha trovato, è più probabile che un parroco eccentrico abbia voluto essere inumato con il suo personale Santo Graal.

Non è l’unico ritrovamento importante di questa stagione di scavi. In un sito nei pressi di Badalona è stata trovata una lampada ad olio (14x7cm) del II secolo d.C. che riproduce un gladiatore armato di una rete e di una lancia a tridente, purtroppo andati persi. La statuetta dai capelli ricci e dai tratti orientali, sfoggia una tunica e una cintura riccamente decorate. In Catalogna esistono ben 12mila siti inventariati di cui 150 si possono visitare. Il più celebre, Empuries, riserva ogni anno novità interessanti, come la facciata del portico della città greca, che in alcuni punti forma una piccola scogliera aperta sul mare, scoperta nel 2019.

A Ullastret, uno dei luoghi più visitati, sono stati trovati vari edifici all’interno del fossato e nell’insediamento di Pla d’Almatà a Balaguer hanno scoperto un laboratorio di ceramica antico di seimila anni. Il dipartimento di Archeologia subacquea prosegue le ricerche nel sito lacustre di La Draga (Banyoles) e sulla barca romana sommersa alle isole Formigues. Anche se l’attività s’intensifica durante l’estate, il clima mite della Spagna permette di continuare a scavare anche d’inverno. In questo momento si lavora a Olèrdola e a Santa Creu de Rodes, oltre agli interventi di restauro e consolidamento nell’area del teatro romano di Tarragona e nel villaggio iberico del Molí d’Espígol.

Roberta Bosco, da Il Giornale dell'Arte numero 405, febbraio 2020



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