Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Il Fegato di Piacenza, II-I secolo a.C. © Foto C. Vannini

Image

Il Fegato di Piacenza, II-I secolo a.C. © Foto C. Vannini

Tra mille reperti anche un fegato etrusco

La nuova sezione romana del Museo Archeologico di Piacenza

Il 16 maggio in Palazzo Farnese apre la nuova sezione romana del Museo Archeologico, completamente rinnovata nei sotterranei dell’edificio che sorge nella piazza Cittadella.

Quindici sale in cui oltre mille reperti, tra i quali il famoso Fegato di Piacenza, testimonianza delle pratiche religiose etrusche (II-I secolo a.C.), tratteggiano il passato della città, dalla sua fondazione in una posizione strategica come colonia romana nel 218 a.C., in quella che all’epoca era una distesa alluvionale poi bonificata, all’insediamento dei Longobardi nel VI secolo d.C., con affondi su più temi: dalle preesistenze prima della colonizzazione da parte dei Romani alla città vera e propria con i suoi monumenti, dall’economia al ruolo del fiume Po, alla religione e alla vita quotidiana.

Il progetto di restauro, possibile grazie ai fondi europei messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna, è stato realizzato insieme con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza.
 

Il Fegato di Piacenza, II-I secolo a.C. © Foto C. Vannini

Redazione, 15 maggio 2021 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Come si comunica l'arte oggi? Il Giornale dell'Arte interroga i protagonisti della comunicazione culturale italiana. La comunicazione dell'arte sta attraversando una trasformazione profonda. Uffici stampa, responsabili della comunicazione e consulenti culturali sono oggi chiamati a governare un ecosistema in cui convivono stampa, social media, intelligenza artificiale, dati, reputazione e costruzione delle comunità. Con una serie di interviste ai principali professionisti italiani del settore, Il Giornale dell'Arte avvia una ricognizione sul presente e sul futuro della comunicazione culturale, per comprenderne evoluzione, criticità e nuove responsabilità.

Da Marisa Merz a Pontormo, dai Leonardeschi a Artemisia Gentileschi fino a Matisse: le principali mostre dell’autunno 2026 nei musei italiani, tra grandi maestri, riscoperte e nuovi percorsi di ricerca

La Procura di Messina ha aperto un’inchiesta per furto pluriaggravato e sta seguendo diverse piste. Esiste anche l’ipotesi, tra quelle al vaglio, di una possibile complicità interna

Dall’Australia al Sudafrica, l’autunno 2026 propone mostre dedicate a identità, memoria, territorio e trasformazioni sociali. Tra arte moderna e contemporanea, fotografia, design e nuove tecnologie, i musei rileggono storie locali e connessioni globali. Particolare attenzione va alle culture indigene, alle eredità coloniali e ai rapporti tra arte, corpo e ambiente

Tra mille reperti anche un fegato etrusco | Redazione

Tra mille reperti anche un fegato etrusco | Redazione