Toscani al Mar: 50 anni di foto politicamente scorrette

Più di cento scatti del figlio del primo fotoreporter del «Corriere della Sera»

Monica Poggi |

Ravenna. Diretto, irriverente, provocatorio, sovversivo: sono tanti gli aggettivi che si possono attribuire a Oliviero Toscani, ma certo non lo si può etichettare come «politically correct». Perché se la fotografia è il linguaggio migliore per raccontare il nostro tempo, di sicuro non lo si può fare timidamente. Conosciuto soprattutto per le sue controverse campagne pubblicitarie, attraverso le sue immagini ha portato all’interno del dibattito pubblico tematiche come il razzismo, la pena di morte, l’Aids, la guerra.

Figlio del primo fotoreporter del «Corriere della Sera», è cresciuto fra pellicole e rullini; a metà degli anni ’60, dopo gli studi di fotografia e grafica a Zurigo, inizia a documentare gli eventi salienti di quel periodo di rottura con il vecchio mondo: i Beatles, i Rolling Stones, Andy Warhol, l’invenzione della minigonna. Da qui prende avvio una carriera fatta di grandissimi
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