Tintoretto, un ribelle a Venezia

È il titolo del documentario di Sky Arts Production Hub, visibile a fine febbraio in 360 sale italiane

La «Strage degli Innocenti» del Tintoretto. Copyright: Scuola Grande di San Rocco e Chiesa di San Rocco
Veronica Rodenigo |

Venezia. La fissità dello sguardo ceruleo nel giovanile autoritratto instaura un fugace e muto contatto tra lo spettatore e la figura di Jacopo Robusti, il Tintoretto. La voce narrante nella versione italiana è affidata all’attore Stefano Accorsi; i contributi a studiosi e specialisti dell’artista veneziano tra cui Frederick Ilchman e Melania Mazzucco.

È a quest’ultima che si deve l’ideazione e la scrittura di «Tintoretto. Un ribelle a Venezia» il film documentario realizzato da Sky Arts Production Hub, in onda questa primavera su Sky Arte e ora distribuito nelle sale da Nexo Digital in 50 paesi del mondo. In quelle italiane (ben 360) sarà visibile nelle date del 25-26-27 febbraio (ma un’anteprima per la stampa è prevista per il 18 febbraio, a Milano).

Un progetto che mira a una circuitazione internazionale con il fine di presentare o far conoscere forse per la prima volta al grande pubblico
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