Tiepolo e Canaletto sforzeschi

Da un lavoro di catalogazione del patrimonio del Castello Sforzesco, allestite due sale con disegni e stampe dei Maestri del Seicento veneziano

Gian Domenico Tiepolo, «Studio di pipistrelli e scatoletta aperta», 1790 circa
Ada Masoero |  | Milano

Nelle due sale del Castello Sforzesco che d’ora in poi saranno vetrine permanenti del Gabinetto dei Disegni e Civica Raccolta delle Stampe «Achille Bertarelli», va in scena dal 15 settembre al 19 dicembre la mostra «Tiepolo, Canaletto e i Maestri del Settecento veneziano nei disegni e nelle stampe del Castello Sforzesco», curata da Francesca Mariano ed Eleonora Scianna. Come spiega Alessia Alberti, che dell’istituto è la responsabile, «la mostra nasce da un lavoro di catalogazione del patrimonio, che ci ha suggerito di mettere a disposizione dei cittadini, a rotazione, i tesori del nostro patrimonio; frutto, poi, di donazioni di storici collezionisti milanesi».

In mostra ci s’imbatte in una cinquantina di pezzi, tra stampe e disegni (17, dei Tiepolo e di Piazzetta): all’infilata di disegni di caricatura di Giambattista Tiepolo, per la prima volta insieme a Milano, e alle magnifiche «teste» a pastello di Piazzetta, seguono le incisioni dei «Capricci» del primo, le «Idee pittoresche sopra la Fuga in Egitto» del figlio Gian Domenico, alcune stampe di Canaletto e due delle lenticolari vedute di Dresda di Bernardo Bellotto, l’artista grazie al quale la città, devastata dalla guerra, poté essere riedificata com’era.

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