Storia di Winckelmann

Ada Masoero |  | Chiasso

Johann Joachim Winckelmann fu uno studioso raffinato, il coltissimo bibliotecario del cardinale Alessandro Albani, il «prefetto delle Antichità» di Roma e il teorico del Neoclassicismo, autore della Storia dell’arte nell’antichità (1763), eppure morì solo, in viaggio, a Trieste, accoltellato in una locanda da un malfattore.

Dopo il volume del 1763, si dedicò a una nuova impresa editoriale, i Monumenti inediti antichi, commissionando le incisioni ai maggiori artisti del tempo: un «museo di carta», in cui si affiancano testo e immagini, poi preso a modello da tanti seguaci, da Leopoldo Cicognara a Giovanni Volpato.

Nei 300 anni dalla nascita, le 208 tavole incise dell’«editio princeps» (due volumi, 1767) e dei manoscritti preparatori sono esposte dal 5 febbraio al 7 maggio al m.a.x. museo nella mostra «J.J. Winckelmann (1717-1768). I “Monumenti antichi inediti”. Storia di un’opera
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