Sono un critico gourmet

Rocco Moliterni ci porta a mangiare nei ristoranti di Torino per la Art Week

Cervella di gambero e cervella di vitello in latte di cocco. (© Lido Vannucchi) del ristorante Spazio 7
Rocco Moliterni |  | Torino

Se la Torino dell’arte contemporanea riparte alla grande dopo la pandemia con Artissima e dintorni, quella della gastronomia è già ripartita, e chi viene in città non ha che l’imbarazzo della scelta, tra locali stellati, vecchie «piole» (così si chiamano le trattorie tradizionali) e nuovi bistrot. A un tiro di schioppo dall’Oval c’è lo stellato Casa Vicina, da poco traslocato nel nuovissimo edificio Green Pea. Cavalli di battaglia sono la bagna cauda nel bicchiere e gli agnolotti pizzicati o del plin, come si dice qui. Menu a 100 e 140 euro (Casa Vicina, via Fenoglietti 20, tel. 011/6640140).

Ma per spendere molto meno basta andare in uno dei ristorantini dell’adiacente Eataly, dove si trovano proposte di carne, pesce, vegetariane o pizze, per tutte le tasche (Eataly, via Fenoglietti 14, tel. 011/19506801). Tra le sezioni di Artissima c’è Hub India che catapulta in centro città in tre sedi tra cui Palazzo Madama in piazza Castello.

Nella stessa piazza da non perdere è lo storico Caffè Mulassano, dove sono nati i tramezzini, ottimo per colazione e per una pausa gourmet (Caffè Mulassano, piazza Castello 15, tel. 011/547990). Poco distante, in piazza Carignano, c’è un tempio della ristorazione torinese, il ristorante del Cambio, dove lo chef Matteo Baronetto propone tanto i classici della tradizione quanto invenzioni come il Savoiardo al tiramisù, che ricorda «Comedian», la banana di Cattelan.

Si spendono tra i 100 e i 200 euro, ma si può far colazione o gustare spuntini a prezzi contenuti nell’adiacente Farmacia del Cambio (Ristorante del Cambio, piazza Carignano 2, tel. 011/546690). Per chi rimane in centro è di rigore un salto a Porta Palazzo, dove è nato Combo, allo stesso tempo ostello con bar, ristorante (a prezzi accessibili) e luogo per ascoltare musica e concerti (Combo, corso Regina Margherita 128, tel. 011/0888210).

Sempre a Porta Palazzo il Mercato Centrale di Torino offre specialità italiane di tutti i tipi, e tra le varie proposte brilla lo Scabin QB, la nuova avventura di Davide Scabin, che ha lasciato il Castello di Rivoli. Ogni settimana, spendendo sui 50 euro, menu che seguono le tradizioni di terra o di mare della nostra penisola (Scabin QB. Mercato Centrale, piazza della Repubblica 25, tel. 331/1339911).

Vicino a Porta Palazzo c’è piazza Emanuele Filiberto cuore della movida torinese: per chi ama la cucina siciliana da provare un pranzo o una cena (sui 40 euro) al Pastis, dove assaggiare la buzzonaglia di tonno o le busiate con la ventresca (Pastis, piazza Emanuele Filiberto 9, tel. 011/5211085). Chi arriva a Torino con i Frecciarossa alla stazione di Porta Susa, prima di andare in fiera con il metrò, può salire per una pausa pranzo (50 euro), una cena gourmet (tra i 90 e i 120 euro) o un aperitivo sul Grattacielo Intesa Sanpaolo firmato da Renzo Piano: al Piano 35 c’è l’omonimo ristorante stellato dello chef Marco Sacco e al piano sottostante il Lounge Bar (Piano 35, corso Inghilterra 3, tel. 011/4387800).

Non distante dal Grattacielo ci sono le OGR, partner di Artissima in molte iniziative. Oltre a essere un monumento di archeologia industriale ospitano Snodo, la cui offerta gastronomica comprende una lounge per aperitivi, un bistrot e un social table. La consulenza in cucina è di Mariangela Susigan della Gardenia di Caluso. Si spendono intorno ai 40-50 euro (Snodo, corso Castelfidardo 22, tel. 011/0243771).

Se si prosegue lungo la Spina (il lungo viale nato con l’interramento della ferrovia) si arriva, poco prima dell’Igloo di Mario Merz, a Spazio 7, il ristorante stellato della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. A officiare il matrimonio tra arte e cucina c’è Alessandro Mecca che sfodera piatti come l’ostrica affumicata o il daino con le melanzane in un ambiente disegnato da Claudio Silvestrin. Menu da 90 a 100 euro (Spazio 7, via Modane 20, tel. 011/3797626).

Per chi esce da Flashback, la fiera di antico e contemporaneo ospitata nella caserma di via Asti, la zona precollinare è ricca di locali e localini: si va dallo stellato Bistrot Cannavacciuolo (via Cosmo 9, tel. 389/2437240) all’easy Smoking Wine Bar, vineria contemporanea con tapas e agnolotti tra i migliori di Torino (Smoking Wine Bar, strada Val S. Martino 4, tel. 3664319623). The Others, la fiera alternativa, quest’anno è a Torino Esposizioni: in zona vale la pena di mangiare da Madama Piola, in via Ormea 6 (tel. 011/0209688) o fermarsi per una schiciola, rivisitazione della pizza in chiave monferrina e un buon bicchiere di vino da Rossorubino in via Madama Cristina 21 (tel. 011/6502183).

Imprescindibile per chi ama il caffè una sosta da Orso, il laboratorio del caffè, in via Berthollet 30. Da non dimenticare il Parlapà, in corso Principe Eugenio 17 (tel. 011/4365899) dove gustare forse il miglior rognone della città, e Condividere, il ristorante stellato nella Nuvola Lavazza (via Bologna 20, tel. 011/0897651) dove il tocco di Ferran Adrià si sposa con la tradizione emiliana di Federico Zanasi (menu da 70 a 100 euro).

Da segnalare infine EDIT-Eat Drink Innovate Together, inaugurato nel 2017 dall’imprenditore e collezionista torinese Marco Brignone. È uno spazio articolato su due piani, per un totale di 2.400 metri quadrati dedicati alla condivisione, alla produzione e al consumo di cibo e bevande. Suddiviso in cinque aree principali, è composto da Bakery Cafè, Brewery, Pub, al piano di sotto, e da Cocktail Bar, Restaurant e Kitchens (quattro cucine professionali più una sala adibita a showcooking) al piano di sopra (piazza Teresa Noce 15/A, tel. 011/1932 9700).

© Riproduzione riservata Bagna cauda da bere del ristorante Casa Vicina Rana pescatrice cotta al bbq (© Lido Vannucchi) del ristorante Spazio 7
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