Sonia artista totale

Federico Florian |  | Madrid

«Non vi è alcuna differenza tra la pittura e i miei lavori “decorativi”. Non ho mai considerato le “arti minori” artisticamente frustranti; al contrario, per me hanno sempre rappresentato un’estensione del mio lavoro». Parole di Sonia Delaunay, nata in Ucraina nel 1885 e morta a Parigi 94 anni dopo. Un’artista che fece della multidisciplinarietà il tratto distintivo della sua arte, e a cui il Museo Thyssen-Bornemisza dedica, dal 4 luglio al 3 settembre, la prima retrospettiva spagnola, a cura di Marta Ruiz del Árbol.

Una mostra contenente dipinti, scenografie teatrali, abiti, bozzetti e progetti (oltre 200 oggetti in tutto), e strutturata in quattro nuclei cronologici: dai primi anni parigini, duranti i quali la Delaunay inventò il Simultaneismo insieme al marito Robert (una tecnica pittorica volta a creare effetti di forma e movimento nello spazio attraverso l’interazione dei colori),
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