Signac fu collezionista per diventare artista

Al Musée d’Orsay l’ultima fatica di Laurence des Cars, ora passata a dirigere il Louvre

Le cirque, 1891, di Paul Signac (particolare). © Musée d’Orsay, Dist. Rmn-Grand Palais. Foto Patrice Schmidt
Luana De Micco |  | Parigi

Paul Signac (1863-1935), iniziatore insieme a Georges Seurat del Puntinismo e padre del Divisionismo, era un giovane di buona famiglia: figlio di commercianti parigini benestanti, era cresciuto a Montmartre circondato da atelier di artisti. Non studiò arte, bensì architettura, ma nel 1880 una mostra di Monet fece nascere in lui la vocazione di diventare pittore.

Cominciò dunque da autodidatta a studiare le opere degli impressionisti, a frequentare le gallerie e, grazie alla sua posizione economica, ad acquisire le tele dei suoi contemporanei per crearsi uno stile. La sua prima acquisizione fu un paesaggio di Paul Cézanne; seguirono opere di Seurat, Caillebotte, Degas, Camille Pissarro o ancora Maximilien Luce.

È dedicata al «Signac collezionista» la mostra del Musée d’Orsay (fino al 13 febbraio), realizzata in collaborazione con gli Archives Signac, che conservano anche le lettere e i quaderni dell’artista, dove annotava tutti i suoi acquisti.

L’ha curata Laurence des Cars, che ha lasciato di recente la presidenza del d’Orsay per prendere la guida del Louvre. Il Salon des artistes indépendants, dove Signac espose sin dal 1884 e di cui diventò presidente nel 1908, fu il luogo ideale per aggiornarsi sulle nuove tendenze e affinare il gusto.

Col tempo Signac si interessò ai Nabis, a Maurice Denis e Pierre Bonnard, e s’innamorò dei Fauves, come Kees van Dongen e Henri Matisse. La sua collezione presenta anche opere più insolite, come un carboncino di Odilon Redon e un quadro di Walter Sickert.

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