Sette esempi di collaborazione pubblico e privato in Puglia

Le recenti azioni di recupero e valorizzazione di beni culturali nella regione

Ginosa (Ta), Castello normanno, XI secolo
Redazione |

Il Ministero della Cultura in Puglia, attraverso il suo Segretariato e l’allora Soprintendenza di Brindisi, Lecce e Taranto, ha dato avvio a diverse azioni di recupero e valorizzazione di beni culturali. Azioni che hanno dato vita a interessanti collaborazioni tra pubblico e privato nella valorizzazione e gestione sostenibile dei singoli beni. Un rapporto di economia virtuosa e un’occasione per molti professionisti di lavorare nel settore. Tra i progetti più interessanti finanziati dal Ministero vi è il Castello normanno di Ginosa (Ta), di proprietà del Comune, la cui prima edificazione risale all’XI secolo. Proprio in considerazione dell’attenzione riservata al bene e delle ingenti risorse stanziate, il Segretariato del MiC per la Puglia ha promosso un percorso per l’accompagnamento del progetto di restauro e di rifunzionalizzazione. «L’obiettivo principale del restauro, spiega l’architetto Maria Franchini del Segretariato, consiste nel restituire alla cittadinanza un bene culturale di pregio altamente simbolico per la società locale. Accogliere il cambiamento al di fuori di previsioni certe è forse il compito più difficile per un progetto che dovrà rispettare e rendere leggibile la stratificazione storica del bene».

Il Castello Alfonsino (o Forte a Mare)
Brindisi. Riaperto dopo importanti restauri effettuati dal MiC, il Castello Alfonsino (o Forte a Mare) è un complesso monumentale unico nel suo genere, anche dal punto di vista paesaggistico, completamente immerso nelle acque del porto. È stato riaperto grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Brindisi e Lecce e l’Aps (associazione di promozione sociale) Le Colonne Arte Antica e Contemporanea. Nei prossimi mesi sarà avviato uno spin-off dell’associazione con giovanissimi chiamati a collaborare e a pensare nuovi processi di educazione e partecipazione alla vita culturale. Queste iniziative rientreranno nel progetto «Oltre le mura del Forte» teso a coinvolgere la comunità stimolando la partecipazione emotiva attraverso campagne di promozione capillare, uscendo dalle mura e incontrando i cittadini nei loro quartieri.

Parco Archeologico di Rudiae
Lecce. L’insediamento di Rudiae è tra i siti archeologici più importanti della penisola salentina, nota per aver dato i natali a Quinto Ennio (239-169 a.C.), il padre della letteratura latina. Nel 2011 sono stati avviati gli scavi dell’anfiteatro: conclusi nel 2017, hanno evidenziato quasi interamente l’edificio da spettacolo, fornendo dati sulle fasi di vita e monumentalizzazione del complesso architettonico di età traianea, come documenta il rinvenimento dell’iscrizione di dedica di Otacilia Secundilla, figlia del senatore romano Marco Otacilio Catulo. Contestualmente alle attività di ricerca, la collaborazione tra la società Archeologia Ricerca e Valorizzazione (A.R.Va) srl, spin off dell’Università del Salento, con la Soprintendenza e il Comune di Lecce ha permesso di organizzare numerose iniziative di promozione e valorizzazione del sito archeologico aprendolo alla comunità e consentendo di conoscerne la storia. Nel 2020 il Parco Archeologico di Rudiae è stato nominato «Best Hidden Gem Venue» nella quarta edizione dei «Global Remarkable Venue Awards» promossa da Tiqets (piattaforma di prenotazione online, leader a livello mondiale per musei ed eventi.

Attraverso il Castello (Carlo V)
Lecce. Grazie alla collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Beni culturali e Paesaggio per le provincie di Brindisi e Lecce, il Castello Carlo V è luogo di sperimentazione dell’ATS (Assocciazione Temporanea di Scopo) «Attraverso il Castello», composta dalle associazioni 34° Fuso e The Monuments People. Il progetto valorizza e promuove il bene e attua politiche partecipative e sostenibili attribuendo un valore culturale, sociale ed economico, con iniziative per i turisti e i cittadini: il castello diventa «Rifugio di comunità», un luogo destinato all’incontro. Il progetto è anche un percorso di alternanza scuola-lavoro che ha coinvolto studenti degli istituti scolastici del capoluogo salentino.

Parco Archeologico Muro Tenente
Mesagne-Latiano (Br). Muro Tenente è un parco archeologico al confine fra Mesagne e Latiano. Le sue mura monumentali si estendono per oltre 2,5 km, racchiudendo un insediamento messapico di circa 50 ettari. Il progetto, attraverso la supervisione di un comitato scientifico composto da Soprintendenza, Comuni di Mesagne e Latiano, Università di Amsterdam e del Salento, conserva, studia, valorizza e promuove il parco archeologico nel contesto della Piana di Brindisi. L’area è un laboratorio permanente per i cittadini e le scuole. La gestione operativa e i servizi interpretativi sono della cooperativa sociale onlus Impact. Il progetto si caratterizza per l’approccio narrativo, incentrato sul recupero dei valori identitari delle comunità locali e della dimensione urbanistica degli spazi. In quest’ottica di sostenibilità si pone «Hortus», progetto di coltivazione e vendita degli ortaggi prodotti sui terreni del parco.

Museo della Preistoria di Nardò
Nardò (Le). Il Museo della Preistoria nasce nel 2017 nell’ex Convento di Sant’Antonio di Padova. Nel 2009 un restauro curato dall’architetto Luca Zevi riconsegna alla comunità neretina lo spazio in cui oggi, grazie al progetto promosso dal Comune di Nardò e dalla Soprintendenza, si possono ammirare importanti testimonianze della preistoria salentina, rinvenute principalmente lungo la costa di Nardò, presso il Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio e la Palude del Capitano. Siti archeologici fondamentali per lo studio della transizione da uomo di Neanderthal a Homo sapiens. «Questo museo costituisce una realtà unica in una provincia in cui non mancano riferimenti scientifici, a iniziare dal museo di Maglie o dal Castromediano. Ma nel caso di Nardò, afferma la direttrice Filomena Ranaldo, un museo della preistoria acquista un senso specifico perché valorizza le indagini qui svoltesi dagli anni Sessanta a oggi, ricerche fondamentali a livello europeo».

Parco Archeologico di Roca Vecchia
Melendugno (Le). Il centro indigeno di Roca, approdo strategico per le rotte tra Egeo, alto Adriatico ed Europa centrale sin dal II millennio a.C., è oggi uno dei luoghi di maggior interesse del Mediterraneo antico. Le ricerche condotte dal Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento a seguito della scoperta nel 1983 del patrimonio epigrafico conservato sulle pareti del santuario costiero di Grotta Poesia, hanno evidenziato un’occupazione ininterrotta per oltre 1.500 anni, dal Bronzo Medio (fine XVII secolo a.C.) alle età del Ferro, Arcaica e Messapica, sino all’età Romana tardo-repubblicana (I secolo a.C.). Negli ultimi anni, grazie alla collaborazione tra Soprintendenza e Comune di Melendugno sono stati avviati servizi turistici dell’area archeologica. Il sito è gestito dall’associazione di promozione sociale VivArch.

© Riproduzione riservata L'Anfiteatro di Lecce al termine dello scavo © A.R.Va Srl. Parco Naturale Regionale di Porto Selvaggio a Nardò (Le) L'Anfiteatro di Lecce al termine dello scavo © A.R.Va Srl. Veduta dall'alto del Parco Archeologico di Roca Vecchia a Melendugno (Le) Castello Carlo V di Lecce. Swapmuseum L'Anfiteatro di Lecce al termine dello scavo © A.R.Va Srl.
Altri articoli di Redazione