Sepolto in Cattedrale prima del declino

La ricostruzione della tomba di Luca Fieschi al Museo Diocesano di Genova

La parte superiore del monumento Fieschi ricostruito
Paola Martini |  | Genova

Da un anno il Museo Diocesano lavora a un grande progetto dedicato a un importante complesso trecentesco: il Monumento Fieschi. La tomba di Luca Fieschi (1270-1336), figura di spicco della curia romana, nipote di due papi e capo della sua casata, ha avuto una storia travagliata.

Grazie alle armi diplomatiche della potente casata, il cardinale Luca Fieschi fu il primo sepolto nella Cattedrale di San Lorenzo, proprio nel presbiterio che custodiva le ceneri di san Giovanni Battista. Una prova di prestigio e potenza politica che non ebbe vita lunga: già nei primi decenni del Cinquecento la fortuna della famiglia iniziò a declinare, anche a seguito del fallito colpo di stato di Gianluigi Fieschi. Da quel momento iniziarono le peregrinazioni del monumento: una demolizione e poi diverse ricostruzioni in altre parti della Cattedrale, fino a quando, a metà del Seicento, ulteriormente ridotto, fu rimontato sopra la nuova Porta del Soccorso.

Nel 1991 il complesso funebre fu trasferito nel Museo Diocesano e allestito secondo un progetto che era un passo in avanti rispetto alle modalità con cui era esposto in Cattedrale, con ampio spazio riservato alle parti monumentali, ossia le due statue di san Lorenzo e sant’Antonio Abate, il giacente, gli angeli reggicortina, i quattro leoni e la cassa. Furono invece collocati in un deposito i numerosi frammenti architettonici, già conservati nel Museo di Sant’Agostino, dove Orlando Grosso, negli anni Trenta del ’900, li aveva parzialmente ricomposti.

Trent’anni dopo, tutte le componenti del complesso sono state riunite dando vita a un grande puzzle, una sorta di mosaico tridimensionale composto da frammenti di diversa consistenza, rovinati dall’incuria e dalla fretta. Su alcuni sono ancora visibili tracce di policromia e pigmenti, ad esempio sui bordi delle vesti, oppure residui di doratura, come sulle ali degli angeli.

Grazie al sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo e di altre istituzioni, con il supporto degli studi più recenti a cura di Clario Di Fabio, e su progetto dell’architetto Giovanni Tortelli, si è deciso di presentare questo complesso con un nuovo allestimento per suggerire al visitatore l’imponenza e il prestigio originari: il monumento sarà riallestito su due livelli del Museo, su una parete di circa otto metri di altezza, così da restituire al visitatore la suggestione della sua imponenza.


120 frammenti marmorei
Gli oltre 120 frammenti marmorei, quanto resta del Monumento Fieschi, verranno riuniti per la prima volta dal ritrovamento di fine Ottocento, restituendo la grandiosità di una delle macchine gotiche più imponenti mai realizzate. Oltre alle sculture, già collocate in cattedrale negli anni Trenta su progetto di Corrado Ricci, saranno esposti le cuspidi, i pinnacoli, i suppedanei figurati e altri lacerti architettonici dimenticati per anni in un deposito.

A questi saranno aggiunte le splendide Virtù e la Madonna con Bambino della Chiesa della Maddalena, ricondotte da Clario Di Fabio alla mano degli stessi artefici del monumento e alla stessa composizione. In regia per la complessa ricomposizione è Giovanni Tortelli, architetto che ha firmato importanti musei in Italia e all’estero, già noto a Genova per gli allestimenti delle mostre di Rubens nel 2004 e di Cambiaso nel 2007 a Palazzo Ducale: ha pensato un’esposizione su diversi registri, in uno spazio a doppia altezza; un fondale in ardesia e metallo verniciato a polveri color bruno che darà risalto ai frammenti, collocati a sbalzo su mensole aggettanti.

Il pubblico potrà ammirare il monumento da sotto in su, come in origine, ma anche da un ballatoio intermedio che consentirà di vedere da vicino i più affascinanti dettagli delle sculture dei maestri pisani e il lavoro certosino degli scalpellini di bottega tra girali, caulicoli, panneggi e cornici decorate. [Anna Orlando]

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