Seguite le tracce delle incisioni

Mostre, festival, convegni e laboratori diffondono il linguaggio immaginifico delle arti grafiche

Momenti di lavoro sulla tela «Tracce» al Museo DART. Foto Alessandra Angioni
Olga Scotto di Vettimo |

«Il forte interesse per le arti visive e, in modo particolare per l’opera grafica, linguaggio artistico immaginifico e mutante, contrassegna ancora oggi in maniera significativa la Sardegna, dove sin dall’800 numerosi artisti hanno privilegiato il vasto mondo delle tecniche di incisione. Ed è proprio l’insieme delle tecniche incisorie a dover essere oggi incentivato non solo per valorizzare il patrimonio artistico, storico e contemporaneo, ma anche perché la grafica è un linguaggio comprensibile da un pubblico non specializzato e si presta, per la sua semplicità di movimentazione, a strutturare eventi espositivi», afferma Dario Piludu, direttore artistico di Casa Falconieri, centro internazionale di sperimentazione e ricerca che, presieduto dall’artista Gabriella Locci, da trent’anni promuove lo sviluppo delle arti in Sardegna e all’estero per diffondere e attualizzare i linguaggi incisori.

In continuità con questi propositi, lo scorso anno, rifunzionalizzando la Torre dell’acqua di Dolianova, è stato inaugurato il Museo DART, il cui «complesso lavoro mira alla strutturazione di un centro internazionale di riferimento per le arti incisorie, che realizzi mostre, simposi internazionali, laboratori di didattica e premi», continua il direttore, introducendo il «I Premio Internazionale di Incisione Contemporanea», bandito lo scorso ottobre. Rivolto ad artisti nazionali e internazionali, senza limiti di età, il concorso intende dare impulso all’incisione contemporanea, proiettandola nella direzione della sperimentazione e dell’innovazione tecnica e concettuale. L’opera vincitrice costituirà il primo tassello di una collezione permanente del museo, mentre una selezione di altri 15 lavori sarà in mostra al Museo DART nei primi mesi del 2024.
Momenti di lavoro sulla tela «Tracce» al Museo DART. Foto Alessandra Angioni
L’edizione 2023 è intitolata a Enzo Di Martino, studioso recentemente scomparso e autore del saggio «A proposito di Piranesi. Una rilettura» (2019), riferimento teorico da cui discende la struttura critico-metodologica dell’esposizione «Piranesi. Un visionario Moderno», al DART dal 17 dicembre al 29 febbraio 2024, a cura di Casa Falconieri e realizzata in collaborazione con la Soprintendenza BPSAE della Sardegna e con l’Università di Cagliari, Facoltà di Ingegneria e Architettura. L’analisi proposta da Di Martino avanza un’innovativa lettura dell’opera dell’artista veneto del ’700, suggerendo numerosi spunti per ripensarla nella sua drammatica attualità. Attraverso questa nuova lente si costruisce l’esposizione che presenta parte del consistente fondo di incisioni acquisito nel 1916 dal Real Museo dell’Università di Cagliari, in seguito custodito nella Biblioteca del Dipartimento di Architettura di quell’Ateneo (circa 1.300 stampe) e di cui si era persa memoria.

Attribuendo all’arte una precisa funzione sociale e psico-cognitiva, in quanto strumento di conoscenza in grado di sviluppare capacità di problem solving innovative e creative e di affinare quelle percettive, emotive e sensoriali individuali, Casa Falconieri promuove progetti volti a incentivare la formazione artistica e culturale delle nuove generazioni. Tra questi «ISCOLA» (nell’ambito di ISCOL@, programma straordinario della Regione Sardegna per la scuola), che ha l’obiettivo di avvicinare gli studenti della scuola primaria e secondaria al mondo dell’arte e, in particolare, alle tecniche incisorie, attraverso laboratori e mostre. Di prossima realizzazione, il convegno-laboratorio sulla progettazione didattica, riferita a tutti i livelli di formazione (terziario incluso), intende proporre un modello di confronto operativo, in continuità con la metodologia teorico-pratica del learning by doing che contraddistingue Casa Falconieri, perpetuo laboratorio di condivisione e partecipazione, proiettato a costruire processi di consapevolezza sull’arte e sulle sue potenzialità formative e professionalizzanti.
Momenti di lavoro sulla tela «Tracce» al Museo DART. Foto Alessandra Angioni
L’evidenza estetico processuale di questo intento si riscontra anche in «Tracce (A) Mare» (2 dicembre con partenza da Cagliari l’8 dicembre), I edizione dell’omonimo Festival in cui si intrecciano «Arte e rotte visionarie», come recita il sottotitolo. «L’arte è partecipazione attiva nello scorrere del tempo, accompagnata dal continuo rinnovarsi alla scoperta di nuovi linguaggi», dichiara Gabriella Locci, introducendo il progetto. «La Torre dell’acqua di Dolianova, sede del Museo DART, è l’inizio del viaggio che solca il mare per approdare nel golfo di Villasimius verso la Vecchia Fortezza che pare abbia origine nel XIV secolo: sito storico di Villasimius, è la nostra memoria, la consapevolezza del passato ovvero del tempo che abbiamo attraversato», continua l’artista, presidente di Casa Falconieri. «Attraversiamo i luoghi, concreti e mentali, e quindi il Tempo; è un viaggio interiore e nella memoria, è il racconto delle tracce transitorie o permanenti che definiscono una storia di sogni visionari e accadimenti dove l’acqua, elemento sacro, accompagna il mistero della vita. Ma il viaggio non finisce mai perché la sua fine è solo l’inizio di un altro». Il complesso progetto, cadenzato in diverse parti, si struttura come laboratorio attivo, come percorso estetico condiviso, finalizzato alla consapevolezza individuale e collettiva attraverso l’esperienza dell’arte e della natura.

«Tracce», una grande tela di 100 metri, in parte realizzata da Gabriella Locci durante alcune azioni performative partecipate e completata più di recente durante un laboratorio al DART a cui hanno preso parte artisti e studenti, si propone come una metafora corale della vita, della crescita e della memoria. Trasportata in più casse, l’opera, non ancora ricomposta in un’unica tela, compirà un viaggio etico ed estetico, da Cagliari alla volta di Villasimius, su barche a vela della Società A.V.A.S Armatori Vela d’Altura Sardegna, nel rispetto dei valori ambientali del mare e di quelli culturali della condivisione. «Insieme viaggiamo nei segni che creano un tessuto di ricordi, ricuciamo il passato con il presente, collocandolo in una dimensione di continuità, riallacciando fili apparentemente interrotti. È un viaggio che, attraverso i luoghi e gli spazi, racconta l’isola, il suo silenzio, la definizione di un’identità, la consapevolezza di una storia diversa da indagare affinché le radici del nostro orgoglio siano forti e motivate», continua Gabriella Locci.

Durante l’attraversamento, seguendo idealmente la rotta dei tonni e le tracce delle tonnare scomparse, dalle barche saranno anche portate in mare 15 «Scatole di memoria», cubi-scultura di acciaio e cemento, piccoli scrigni sigillati, che custodiscono, in previsione di futuri e accidentali ritrovamenti, una composizione musicale di Ettore Carta e un racconto visivo, affidato al video di Francesco Casu e alla documentazione delle diverse fasi del lavoro. Il laboratorio artistico, trasformatosi in un itinerario di viaggio, fatto di attese, di crescita, di consapevolezze, giunge, infine, alla sua conclusione: congiunta nelle sue parti sulla spiaggia di Villasimius, attraverso un’azione collettiva che simbolicamente ricuce il mare con la terraferma, la grande tela «Tracce», compiendo a ritroso il viaggio in barca a vela, tornerà a Dolianova per trovare posto nelle sale del DART.

© Riproduzione riservata Gabriella Locci e Dario Piludu
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