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Stefano Luppi
Leggi i suoi articoliCome spiega il direttore artistico del MAMbo Lorenzo Balbi «Villa delle Rose, una delle sedi del museo all’ex Forno del Pane, sarà spazio per progetti internazionali coprodotti» e la prima occasione è rappresentata dalla rassegna «It’s OK to change your mind! Arte contemporanea russa dalla Collezione Gazprombank», visibile dal 20 gennaio al 18 marzo prima che la mostra passi in primavera presso lo Yarat Contemporary Art Space di Baku (Azerbaigian).
Il titolo della rassegna, curata da Balbi con Suad Garayeva-Maleki, direttrice del museo azero, deriva da uno dei lavori esposti ed è preso in prestito dallo slogan di una campagna pubblicitaria della multinazionale Ikea: sintetizza il nucleo di opere di ventuno artisti e collettivi contemporanei russi che utilizzano differenti media, proveniente dalla collezione artistica della russa Gazprombank.
Attraverso gli artisti scelti dai curatori è possibile dunque farsi un’idea della comunità artistica attuale che risulta variegata, intellettualmente stimolante e formalmente sofisticata anche se ancora non è possibile dire se questi autori rappresenteranno la scena artistica come invece accade, per quanto riguarda la Russia di inizio Novecento, con gli artisti esposti al MAMbo alla mostra «Revolutija».
Sono esposti lavori di Sergey Bugaev (Afrika), Victor Alimpiev, Sergey Bratkov, Olga Chernysheva, Vladimir Dubossarsky, Semyon Faibisovich, Alexandra Galkina, Alexander Gronsky, Alina Gutkina, Daria Irincheeva, Irina Korina, Elena Kovylina, MishMash (Mikhail Leykin and Maria Sumnina), Anatolij Osmolovskij, Yuri Palmin, Alexandra Paperno, Pavel Pepperstein, Mikhail Rozanov, Sergey Sapozhnikov, Svetlana Shuvaeva e Arseny Zhilyaev.
Presso il MAMbo, Museo d’Arte Moderna di Bologna, è inoltre in corso fino al 6 maggio «Roberto Daolio. Vita e incontri di un critico d’arte attraverso le opere di una collezione non intenzionale», a cura di Uliana Zanetti. La mostra raccoglie una selezione di opere (tra gli autori, Bertozzi & Casoni, Maurizio Cattelan, Flavio De Marco, Marcello Jori, Eva Marisaldi e Sissi) e documenti appartenuti al critico, scomparso nel 2013, la cui raccolta entra nelle collezioni comunali bolognesi su dono degli eredi Stefano Daolio e Antonio Pascarella.
Alina Gutkina, «I AM», 2010 fotografia, stampa digitale. Collezione Gazprombank
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