Russa alla memoria

Aperta una nuova galleria con l’intento di diffondere in Italia la conoscenza dell'opera di Alexander Belyaev

Redazione |  | Milano

Una nuova galleria, la Belyaev Art Gallery, ha aperto in queste settimane in via Montebello 30. Prende il nome dall’artista russo Alexander Belyaev (Mosca, 1927-Milano, 2015), cui una parte della programmazione sarà dedicata, con l’intento di diffondere in Italia la conoscenza della sua opera (sebbene oltre alle sue personali siano previsti progetti di arte contemporanea e antica e di antiquariato).

A Belyaev è dedicata la mostra inaugurale (fino al 30 aprile), che riunisce dipinti realizzati dalla fine degli anni ’80, in cui si dispiega il suo composito immaginario, ispirato alla tradizione della pittura russa, ibridata però con i modi delle avanguardie storiche, russe ed europee. Gran viaggiatore, Belyaev ha lasciato vedute di luoghi e monumenti famosi da lui visitati (in mostra, tra le altre, una straniante immagine del Colosseo e una visionaria veduta di Portofino) ma anche figure di personaggi mitologici e nudi femminili sdraiati o danzanti, dai volumi turgidi ma stilizzati.

A unire l’intera produzione è la passione, tutta slava, per un colore vivido e irrealistico, perfino allucinatorio, che accende figure e paesaggi immergendoli in una luce fantastica, oppure li conduce in un universo brumoso e monocromo, giocato su varianti degli stessi colori: strumenti espressivi grazie ai quali l’artista supera la mera rappresentazione della realtà e immerge le sue immagini in un’atmosfera di sogno.

Come scrive in catalogo il curatore, Vittorio Schieroni, «Alexander Belyaev, esploratore di stili, di mondi e culture, è giunto a elaborare un proprio linguaggio basato sull’armonica fusione di elementi solo apparentemente distinti, un racconto di bellezza e poesia che l’artista trasmette all’osservatore attraverso le infinite potenzialità del colore»

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