Rose siriane, spine curde

Fatma Bucak alla Fondazione Merz

Fat Bucak, «Omne vivum ex ovo – Nomologically possible anyhow», 2013. Still images 13 HD digital videos, colour, sound, 4 minutes 5 seconds
Jenny Dogliani |  | Torino

Fatma Bucak è di origine curda e la sua arte è politicamente impegnata, mescola poesia e denuncia per affrontare questioni che sono sì universali, ma anche di cocente attualità. È nata nel 1982 a Iskenderun (sul confine tra Siria e Turchia), ha studiato filosofia all’Università di Istanbul, grafica d’arte all’Accademia Albertina di Torino e fotografia al Royal College di Londra.

La sua prima personale in un museo italiano (il suo gallerista di riferimento nel nostro Paese è Alberto Peola di Torino) si svolge dal 7 marzo al 20 maggio alla Fondazione Merz e s’intitola «So as to find the strength to see», che significa: «Per trovare la forza di vedere». Dove? Dove gli altri non guardano. Video, fotografie, installazioni sonore, performance e sculture, selezionate dalle curatrici Lisa Parola e Maria Centonze, danno voce a cronache dimenticate, pensieri taciuti, punti di vista di minoranze
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

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