Rischi e cromatismi

Mariella Rossi |  | Rancate

Parla l’architetto svizzero Mario Botta, autore dell’allestimento della mostra «Legni preziosi» alla Pinacoteca Züst

Che cosa l’ha guidata nell’allestimento della mostra?

Non volevo che le sculture «vagassero» nel buio, visto che andavano sospese in un ambiente oscurato e illuminate in maniera mirata per mettere in risalto la tridimensionalità. Ho deciso di richiamare gli appoggi originari di queste opere, nate per altari, tabernacoli e battisteri e non per uscire da asettiche gallerie come avviene oggi. Non ho voluto costruire ma evocare una spazialità. Ho rischiato e mi sono allontanato dalla mia convinzione di rendere presenti il meno possibile i supporti per mantenere le opere protagoniste assolute. Ho sentito l’esigenza di segnare almeno un fronte, il filo dell’altare, per offrire una dimensione di appoggio visibile alle sculture. Le strutture sono composte da elementi verticali di sostegno
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