Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Elena Franzoia
Leggi i suoi articoliIl 24 settembre riapre il Museo di Palazzo Davanzati, dopo un intervento di riallestimento durato 6 mesi, finanziato con 500mila euro dal Ministero della Cultura. Il progetto porta la firma di Lorenzo Greppi mentre l’impianto curatoriale e museologico è a cura del responsabile del museo Daniele Rapino. Acquistato dallo Stato nel 1950 in condizioni di grave degrado e completamente vuoto, il trecentesco palazzo venne riaperto come Museo della Casa Fiorentina Antica nel 1956 per volontà dell’allora soprintendente Luciano Berti. Significativi lavori di restauro strutturale sono stati condotti tra 1995 e 2005.
«Noi non siamo intervenuti sulle collezioni, ma le abbiamo ridistribuite in modo didatticamente più comprensibile, arricchendole con oggetti provenienti dal Museo del Bargello al cui circuito il Davanzati appartiene. Spicca in particolare la Coperta Guicciardini, rarissimo manufatto tardo trecentesco di probabile fattura siciliana la cui altra metà si trova al Victoria and Albert Museum di Londra, spiega Rapino. Quando Berti aprì il museo vi collocò oggetti e arredi provenienti da tutti i musei fiorentini, integrati da alcuni acquisti antiquariali effettuati soprattutto presso Ugo Bardini. Il nostro intervento mira ad accorpare per epoche oggetti e arredi, prima esposti tutti insieme, in modo da testimoniare l’evoluzione del gusto. Abbiamo dedicato i piani terra e primo al ’300 e ’400, il secondo a ’500, ’600 e ’700 e il quarto alle nostre preziose collezioni tessili, relative non solo al merletto a cui è comunque dedicata la sala madornale. C’è anche una piccola biblioteca specializzata».
Alcuni nuclei tematici sono ospitati nei cosiddetti studioli. «Nelle due salette in cui prima si trovavano i merletti abbiamo ricostruito la storia novecentesca del palazzo legata all’acquisto e all’attività antiquariale prima di Elia Volpi e poi dei fratelli Bengujat, precisa Rapino. In un’altra saletta abbiamo invece focalizzato la figura maschile cinquecentesca, legandola all’attività di condottiero militare. Abbiamo quindi esposto sia uno dei pochissimi pezzi rimasti delle collezioni di Volpi, il celebre armario decorato a grottesche, sia il magnifico forziere di area veneta di cui il minuzioso lavoro di pulitura, condotto su tutti gli oggetti dagli studenti del Centro Europeo del Restauro di Villa La Petraia, ha rimesso in luce le antiche dorature. Nella Camera delle Impannate abbiamo rimesso proprio le impannate (telai di legno coperti di panno adibiti a infissi, Ndr), esponendo uno dei nuclei più preziosi del museo, i quattrocenteschi Trionfi dello Scheggia».
Una sala di Palazzo Davanzati
La Camera dei Pavoni nel Museo di Palazzo Davanzati a Firenze
La Camera dei Pavoni nel Museo di Palazzo Davanzati a Firenze
La Sala da giorno nel Museo di Palazzo Davanzati a Firenze
La Sala dei Merletti nel Museo di Palazzo Davanzati a Firenze
La Sala dei Pappagalli nel Museo di Palazzo Davanzati a Firenze
La Sala dell’Armario nel Museo di Palazzo Davanzati a Firenze
La Saletta Volpi nel Museo di Palazzo Davanzati a Firenze
Un particolare del «Desco da parto» di Giovanni di ser Giovanni detto Lo Scheggia nella Sala delle Impannate nel Museo di Palazzo Davanzati a Firenze
La Saletta Volpi nel Museo di Palazzo Davanzati a Firenze
Altri articoli dell'autore
Per spiegare il «fenomeno Frida Kahlo», diventata un’icona di massa, a Londra sono esposte oltre 130 opere tra suoi famosi dipinti, fotografie e cimeli vari (dagli abiti tehuana alle protesi che l’artista fu costretta a indossare), ma anche lavori di più di 80 artisti che in vari periodi e modi ne hanno subito il fascino, dal marito Diego Rivera a Leonor Fini
A Palazzo delle Papesse un’ottantina di arredi tra cassoni, spalliere, lettucci, testate di letto, manufatti tessili e suppellettili, documenta la produzione di arte domestica sviluppatasi a Siena tra il XV e il XVI secolo
Era la chiesa, di origini trecentesche poi trasformata in epoca barocca, dello Spedale per pellegrini della Compagnia laicale di Sant’Antonio distrutto durante la guerra. È stata consolidata e messa a norma. Prossimi passi la disinfestazione del bellissimo soffitto a cassettoni e il giardino
Un libro di Monica Bietti e Francesca Fiorelli Malesci racconta la lunga vicenda della residenza di una dinastia di banchieri e mecenati (anche di Donatello), oggi museo statale nel circuito del Bargello



