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Archeologia

Riaperta la piramide di Djoser a Saqqara

Ci sono voluti quattordici anni perché gli ambienti sotterranei tornassero a essere accessibili

In alto la piramide nel 1988 prima dell’intervento, in basso un’immagine attuale

Tra gli altri danni provocati dal terremoto che colpì l’Egitto nel 1992 vi fu anche il crollo di alcuni blocchi della piramide a gradoni di Djoser (2630 a.C. circa) a Saqqara. Il timore che l’evento sismico avesse minato anche la stabilità del profondo pozzo funerario (27 m ca) e dell’intricato groviglio di cunicoli che si diramano al di sotto del monumento, ne avevano decretato la chiusura al pubblico.

Ci sono voluti quattordici anni perché gli ambienti sotterranei tornassero a essere accessibili. I lavori di restauro avevano avuto inizio nel 2006. La principale preoccupazione era che l’intera struttura collassasse su se stessa. Per evitare questo pericolo era stato richiesto l’intervento di una ditta inglese che aveva provveduto all’inserimento di enormi airbag riempiti di liquido al suo interno. La rivoluzione del 2011 aveva provocato un arresto dei lavori di circa due anni.

Alla loro ripresa alcune organizzazioni non governative egiziane avevano aspramente disapprovato i metodi utilizzati, soprattutto per quanto riguarda il consolidamento della struttura esterna. Le critiche maggiori riguardavano la nuova copertura in pietra calcarea della facciata meridionale dove erano visibili le varie fasi di sviluppo del monumento e che, alla rimozione delle impalcature erano invece apparse completamente obliterate.

A queste si erano aggiunte anche le valutazioni negative di esperti dell’Unesco che avevano costretto all’esecuzione di alcuni interventi suppletivi perché il progetto finale rientrasse negli standard raccomandati dall’agenzia delle Nazioni Unite. Tutte queste controversie avevano fatto lievitare la spesa per i restauri a oltre 6.600.000 dollari.

La riapertura al pubblico della Piramide di Djoser è stata decretata con una cerimonia solenne, svoltasi il 5 marzo, a cui hanno presenziato il primo ministro egiziano Mostafa Madbouli e il ministro del Turismo e delle Antichità Khaled el-Anani.

Francesco Tiradritti, da Il Giornale dell'Arte numero 407, aprile 2020



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