Quello che si doveva sapere degli animali

Quando nel Medioevo ciascuna creatura era da decifrare, i bestiari insegnavano a leggere il significato degli animali come nel prezioso libro di Christian Heck e Rémy Cordonnier

«Il coccodrillo sbranato dall’idra», dal «Bestiario della prima famiglia», 1230 circa, Parigi, Bibliothèque Nationale de France
Virtus Zallot |

Quando nel Medioevo ciascuna creatura era da decifrare, i bestiari insegnavano a leggere il significato degli animali come nel prezioso libro di Christian Heck e Rémy Cordonnier. È un volume splendido come le opere da cui ha attinto informazioni e illustrazioni, rendendo accessibili fonti altrimenti difficili da interpellare.

Da godere prima di tutto con gli occhi, offre un repertorio iconografico straordinario per qualità, quantità e varietà tipologica, affascinante a prescindere dalla lettura che pure rigorosamente accompagna; traccia una sintetica Storia dell’arte registrando il variare delle forme dal primo Medioevo al Tardo Gotico e propone un catalogo di soluzioni figurate e scrittografiche (spesso di inattesa modernità) utile a chi si occupa di comunicazione visiva.

Un libro da studiare e consultare per l’impressionante mole di riferimenti, citazioni e riproduzioni di diversa epoca, funzione e contesto, interpretati e commentati nei cinque saggi iniziali e organizzati nelle schede riservate a oltre cento animali, che si susseguono in ordine alfabetico. È da scoprire con curiosità per incontrare la concretissima mosca e l’immaginario drago, l’amico cane e la terribile manticora, il corvo nero e il leone blu, la pantera che esala un irresistibile profumo e il bonaco che si difende sparando i suoi escrementi.

I caratteri degli animali erano infatti accentuati, deformati oppure inventati, talora assemblati a comporre esseri fantastici, poiché la chiarezza didattico espressiva valeva più di verosimiglianza e veridicità. Heck e Cordonnier non restituiscono dunque una realtà zoologica ma, attraverso il pensiero sugli animali tramandato dai libri, la concezione di un’epoca. Per questo il loro bestiario può essere definito prendendo a prestito quanto Umberto Eco scrisse di quelli d’epoca medievale: «Non è un testo che parla di cose vere o presunte. Un Bestiario è un metatesto che parla di un altro testo; il vero testo a cui il metatesto del Bestiario si riferisce è il mondo».

Il bestiario medievale,
di Christian Heck e Rémy Cordonnier, traduzione di Anna Delfina Arcostanzo, Graziella Durante e Michela Volante, 620 pp., ill. col., Einaudi, Torino 2021, € 120

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Virtus Zallot