Progetti di eroismo contemporaneo

A La Valletta la prima mostra personale maltese di Austin Camilleri dopo dieci anni

«Leiva» (2022) di Austin Camilleri (particolare)
Rosa Martinez |

Austin Camilleri (Gozo, Malta, 1972) è un artista poliedrico che si muove liberamente attraverso pittura, scultura, video, performance e interventi negli spazi pubblici.

Il suo lavoro combina la qualità tecnica di ogni mezzo artistico che lui utilizza con la poesia visiva e la riflessione politica. «Leiva. Anger is a Lazy form of Grief» è la prima mostra personale in dieci anni nel suo Paese.

I progetti nascono dal contesto geopolitico da cui l’artista proviene, ma tutti hanno temi che consentono un’interpretazione universle.

Camilleri analizza il concetto contemporaneo di eroismo, il dramma dei migranti nel Mediterraneo, la storia della colonizzazione, il carattere patriarcale della giustizia e del potere nel mondo, scegliendo sempre il linguaggio più appropriato per veicolare le sue riflessioni.

La mostra è allestita in quattro sale di Spazju Kreattiv a La Valletta fino al 10 aprile, ed è scandita per temi e stili. Nella prima sala, «Leap» (2021), una gigantesca scultura in bronzo del nuotatore olimpico Neil Agius, convive con «Ghost Trip Series» (2015-21), un’ampia installazione murale composta da 192 dipinti astratti.

Ogni dipinto è strutturato in due zone: la parte blu con tratti informali si riferisce al mare, mentre la zona bianca traccia la cartografia del Mediterraneo, indicando con punti simili a spari le zone dove si registra il maggior numero di naufragi e morti di migranti. Attraverso il contrasto tra sculture e i dipinti l’artista mette in discussione l’idea di contemporanea di eroismo.

Nel corridoio che porta alla stanza 2, la «Serie Passport» (2021) segue lo stesso schema compositivo, ma il supporto sono le pagine del passaporto dell’artista, che si presenta come un migrante.

L’atmosfera buia e le pareti dipinte color terracotta trasformano la stanza in grembo materno, una camera segreta dove l’artista rivela le sue sperimentazioni tecniche con diversi materiali, dal gesso alla gommapiuma, dal marmo di Carrara all’onice rosa, alla tecnica scultorea della cera persa.

Tutti questi esercizi fanno parte del percorso per raggiungere la perfezione della figura che dà il nome alla mostra «Leiva» (2002), realizzata in alluminio bianco e installata nell’unica nicchia vuota de La Valletta: la nicchia dei colpevoli presso l’antica Corte di giustizia maltese, nel Palazzo Castellania, in Merchants Street, dove le persone venivano esposte al pubblico disprezzo.

La terza sala presenta due lavori del 2018: «Bandera Bianca», un video su doppio schermo, e «Hope» un ready-made. Nel video, un tranquillo paesaggio dell’isola di Gozo convive con le immagini agitate del salvataggio di un pilota di barche sportive da parte di due subacquei professionisti. «Hope» è invece un’elica proveniente da una nave di migranti naufragata. Rivestita d’oro diventa il segno delle differenze sociali e politiche tra i modi di navigare per mare.

Due progetti nella quarta sala esplorano la colonizzazione dal punto di vista monumentale e architettonico, Malta è stata infatti per due secoli sotto il dominio britannico. «Victoria» (2019-22) è un intervento fotografico in scala 1:1 della statua della regina Vittoria posta davanti alla Biblioteca Nazionale di Malta. La figura della regina è stata cancellata utilizzando il colore nero: Camilleri riflette su come la storia coloniale non possa essere dimenticata semplicemente cancellandone i simboli.

«Anger is a Lazy Form of Grief» (2022) è uno spettacolo sulla distruzione del Royal Theatre di costruzione britannica. Il teatro è andato a fuoco poco dopo la sua costruzione e durante la seconda guerra mondiale è stato bombardato e distrutto da aerei fascisti italiani. Camilleri ha creato un modello ligneo del teatro originale e lo ha bruciato sulle scale del foyer tra le colonne superstiti. I resti del modello sono presentati come una scultura, un video a tre schermi documenta la performance dell’artista.

La statua bianca di «Leiva», nella nicchia dei colpevoli di Palazzo Castellania, è una forte affermazione estetica e politica che si apre alla riflessione ideologica. Installare in questo contesto la statua di una ragazza di 12 anni che non ha ancora avuto le prime mestruazioni invia un messaggio sul modo in cui le donne e altri gruppi emarginati sono definiti e oppressi dalle norme patriarcali e dalle forme di giudizio. Come l’acqua, come il fuoco, come l’aria, Levia chiede silenziosamente nuove forme di riparazione, convivenza e giustizia.

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