Pittore affabulatore

Francesco Tabusso nel Castello Gamba

Jenny Dogliani |  | Châtillon (Ao)

Due occhi neri incorniciati da un volto imperturbabile fissano lo spettatore. L’espressione ieratica e i lineamenti stilizzati evocano l’iconografia della ritrattistica romana tardoantica, ma il copricapo e l’abito con cui la fanciulla è raffigurata ci riportano ai giorni nostri, in una comunità di montagna in cui il tempo sembra essersi fermato. Dipinta da Francesco Tabusso nel 1977, «Costume di Gressoney» è l’opera al centro della retrospettiva a lui dedicata nel Castello Gamba dal primo aprile al 18 giugno.

Curato per l’Archivio Francesco Tabusso da Veronica Cavallaro, curatrice con Elena Pontiggia del catalogo ragionato dell’artista, il percorso fa parte di «Détails», ciclo espositivo con cui il Castello valorizza le collezioni regionali. La tela era stata realizzata per il volume di Gino Nebiolo La Valle svelata, alla cui illustrazione, parzialmente documentata in mostra, Tabusso
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