Per la mostra di Goldin si stravolge il convento trecentesco

Nel trevigiano Civico Museo di Santa Caterina stanno per partire consistenti lavori di adeguamento funzionale e impiantistico per accogliere in autunno una rassegna (4 milioni di spesa) su «Treviso e il mondo»

Il convento di Santa Caterina a Treviso
Veronica Rodenigo |

Treviso. Soltanto poco più d’un mese fa Marco Goldin, seppur in preda a una «stanchezza atomica» (per usare le sue stesse parole), nel corso della preview stampa vicentina del 17 dicembre presentava il prodotto delle ultime fatiche curatoriali dichiarando candidamente: «io le mostre le faccio soprattutto per me stesso e poi le regalo agli altri».

Ora l’inarrestabile suo élan raggiunge nuovamente la Marca per fare ritorno in Treviso, là dove molti anni fa tutto era cominciato in virtù della forte alleanza (poi sciolta) con Fondazione Cassamarca e il suo patron Dino de Poli.
A voler portare nel capoluogo trevigiano il personalissimo esito delle fantasie goldiniane entro il prossimo autunno è lo stesso primo cittadino Giovanni Manildo fiancheggiato dall’assessore alle attività produttive Paolo Camolei e dalle associazioni di categoria cittadine.

Il contratto con la società di Goldin, Linea
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