Parigi e Atene: un fruttuoso interscambio

I legami tra le due capitali ripercorsi nel bicentenario dell’indipendenza ellenica

«Serata ateniese (Sulla terrazza)» (1897) di Iakovos Rizos, Atene,  Galleria Nazionale, Museo Alexandros Soutsos. Foto Stavros Psiroukis
Luana De Micco |  | Parigi

La mostra «Parigi-Atene, 1675-1919», presentata dal Louvre fino al 7 febbraio, traccia la nascita della Grecia moderna in occasione del bicentenario della rivoluzione greca del 1821, il cui inizio è tradizionalmente fissato al 25 marzo.

Già prevista in primavera poi rinviata, la mostra è stata realizzata sotto la direzione di Jean-Luc Martinez, l’ex direttore del Louvre, archeologo di formazione. Duecento anni fa i greci si sollevarono contro quattro secoli di occupazione ottomana e il 12 gennaio 1822 proclamarono l’indipendenza. Alla liberazione, nel 1829, con l’intervento delle potenze europee, era nata la nuova Grecia moderna.

La mostra evidenzia i legami storici e culturali che Atene, diventata capitale nel 1834, strinse con Parigi. La Francia appoggiò militarmente la conquista greca della libertà, ma anche tramite la voce dei suoi intellettuali, da Chateaubriand a Hugo.

Archeologi francesi parteciparono agli scavi di Delfi e Delos. La mostra ricontestualizza la ricca collezione del Dipartimento d’antichità greche del museo e per l’occasione sono trasferite nelle sale della Hall Napoléon alcune opere, tra cui la testa della statua equestre del Cavaliere Rampin (570 a.C. circa), il cui corpo e i resti del cavallo sono conservati al Museo dell’Acropoli di Atene.

Il Louvre ricorda inoltre che proprio nel 1821 entrò nelle collezioni una delle sue opere più emblematiche, la «Venere di Milo», rinvenuta un anno prima sull’isola greca di Milos. Sempre del Louvre è uno dei quadri più celebri di Delacroix «La Grecia morente sulle rovine di Missolungi» del 1826. In mostra anche prestiti di istituzioni come la National Gallery di Londra e la Bibliothèque Nationale de France.

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