Onore alla bottega di Botticelli

Il ruolo del fiorente laboratorio del grande pittore fiorentino in una grande esposizione al Musée Jacquemart-André

Sandro Botticelli, «Ritratto di giovane (La bella Simonetta)», 1485 ca (particolare) © Städel Museum, Francoforte sul Meno
Luana De Micco |  | Parigi

Molto attesa e rinviata più volte, la mostra «Botticelli, artista e designer» del Musée Jacquemart-André è finalmente in programma dal 10 settembre al 24 gennaio. Una rassegna che, se ricostruisce cronologicamente la carriera del maestro fiorentino, esplorandone l’evoluzione dello stile, analizza in particolare l’attività della sua bottega. Botticelli, scrive il museo in una nota, «ha alternato senza sosta realizzazioni uniche e produzione in serie portate a termine con l’aiuto di numerosi assistenti. È l’importanza di questa pratica di atelier, rigoglioso laboratorio di idee e luogo di formazione, tipico del Rinascimento italiano, che l’esposizione vuole mostrare».

Di Botticelli il museo parigino espone una quarantina di opere, due delle quali appartengono alla sua collezione, «Madonna col Bambino» (1470) e «Fuga in Egitto» (1510). Le altre sono prestiti di grandi istituzioni, tra cui la National Gallery di Londra, il Louvre e la Biblioteca Vaticana. Arriva dallo Städel Museum di Francoforte «La Bella Simonetta» (1485 circa), dalla Gemäldegalerie di Berlino la «Venere pudica» (1485-90) e dalla Galleria Palatina di Palazzo Pitti, a Firenze, «Madonna col Bambino e san Giovannino» (1495 circa). Il percorso, cronotematico, si apre sugli anni della formazione di Sandro Botticelli (Alessandro di Mariano Filipepi, 1445-1510) nella bottega di Filippo Lippi, di cui è esposta, tra le altre, la «Madonna col Bambino» della Alte Pinakothek di Monaco di Baviera.

Curata da Ana Debenedetti, specialista del Rinascimento e conservatrice al Victoria and Albert Museum di Londra, e Pierre Curie, specialista della pittura italiana e spagnola del Seicento e conservatore al Musée Jacquemart-André, la mostra si sofferma su diversi aspetti dell’opera di Botticelli: il lavoro di ritrattista, in cui eccelleva, con il «Ritratto di Giuliano de’ Medici» dell’Accademia Carrara di Bergamo, la pittura religiosa e la produzione di grandi pale d’altare e dei celebri «tondi».

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