Omar Galliani fra Oriente e Occidente

Alla galleria Phidias Antiques la personale ordina una trentina di opere a partire dalla serie «Mantra», iniziata alla fine degli anni Novanta

«Mantra» (2022) di Omar Galliani
Stefano Luppi |  | Reggio Emilia

La galleria Phidias Antiques, specializzata in arredi neoclassici, pittura e scultura europea del XVIII e XIX secolo, presenta l’ultima produzione del reggiano Omar Galliani (Montecchio Emilia, 1954), all’interno di una rassegna che ordina una trentina di opere della serie «Mantra», iniziata alla fine degli anni Novanta.

Trovano anche spazio lungo il percorso della mostra che prosegue fino al 30 settembre alcuni inediti realizzati quest’anno e nel 2021, anch’essi caratterizzati dal dialogo tra cultura orientale e occidentale, cifra nota di Galliani.

La serie Mantra, i cui lavori sono realizzati perlopiù a matita nera e foglia d’oro su tavole di pioppo, riunisce una sorta di storia artistica del mondo: al disegno, tecnica che per Galliani rappresenta la radice rinascimentale occidentale del suo percorso, unisce con l’utilizzo dell’oro un tratto di «infinito», compiendo così una sorta di dilatazione temporale che riunisce le diverse tradizioni artistiche nel segno dell’eternità.

Se l’intera produzione dell’artista reggiano è dunque la metafora di un viaggio in direzione della luce e del «tempo eterno», con tutte le implicazioni spirituali del caso, è proprio la serie Mantra a meglio ricordarci i due poli del mondo: quello occidentale unito alla dimensione spirituale orientale, rappresentata anche da frasi in sanscrito presenti sulla foglia oro.
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