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Stefano Luppi
Leggi i suoi articoliIn dieci mesi di lavori è stata consolidata e restaurata la facciata intonacata e con membrature di pietra e marmo della Collegiata di San Giorgio Martire, erroneamente nota come il Duomo cittadino. L’edificio monumentale deve il proprio assetto attuale alle importanti trasformazioni eseguite nella seconda metà del ’700, quando, su stimolo del duca Francesco III d’Este, la comunità locale ne decise la ristrutturazione e l’ampliamento.
Dei lavori, partiti nel 1754, fu incaricato l’architetto ducale Pietro Bezzi che previde una trasformazione in senso neocinquecentesco dell’edificio preesistente, «ispirandosi» per la facciata alla Chiesa del Gesù del Vignola a Roma. Varie vicissitudini portarono a protrarre i lavori affidati poi a Lodovico Bosellini che ultimò la facciata di San Giorgio anche attraverso l’uso di mattoni speciali disegnati ad hoc per imitare effetti a rilievo di capitelli e di decori aggettanti, come hanno attestato le analisi propedeutiche al restauro.
«Venne steso, spiega l’architetto Vincenzo Vandelli dello studio Progettisti associati di Sassuolo, incaricato dei lavori insieme all’impresa di restauro Leonardo di Casalecchio di Reno (Bo), un intonaco colorato due volte e finito con decori e finiture illusionistiche che la mancanza di manutenzione aveva portato a progressivo degrado. Durante le indagini preliminari sono stati rinvenuti numerosi lacerti di quell’intonacatura e tinteggio. Abbiamo, dunque, studiato il tutto e siamo intervenuti con un progetto promosso dalla Unità Pastorale Sassuolo Centro-Parrocchia di San Giorgio, approvato dalla Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla e dalla Soprintendenza ABAP di Bologna».
Il finanziamento è giunto da un’impresa privata del territorio e ha permesso di indagare sulle tipologie degli intonaci, colori e finiture mentre il portale centrale è stato ripulito a bisturi per salvaguardare le delicate superfici colorate sopravvissute. Il restauro ha investito tutti gli elementi decorativi della facciata fino alle grandi urne con fiamma poste sulla sommità.
La collegiata di San Giorgio Martire a Sassuolo (Mo)
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