Nolde feroce antisemita

Da quando l’ultima mostra ha aperto al pubblico il suo mito ha iniziato a vacillare

«Coppia di contadini», di Emil Nolde (particolare). © Nolde Stiftung Seebüll/Foto di Dirk Dunkelberg, Berlino
Francesca Petretto |  | Berlino

Emil Nolde (1867-1956) è una delle figure più controverse nella storia della pittura contemporanea e fino a poco fa una delle più amate in Germania. Tuttavia da quando, il 12 aprile scorso, l’ultima e più completa mostra mai dedicatagli, all’Hamburger Bahnhof, ha aperto al pubblico, il suo mito ha iniziato a vacillare. Pochi giorni prima dell’inaugurazione il direttore del Museum Kunstpalast Düsseldorf, Felix Krämer, in un’intervista alla radio Deutschlandfunk, aveva messo in dubbio la legittimità della presenza di due quadri del pittore espressionista nell’ufficio del Cancelliere tedesco «alla luce delle ultime scoperte effettuate a Seebüll».

Faceva riferimento all’apertura integrale dell’Archivio privato Nolde custodito nella cittadina del nord della Germania dove l’artista si era rifugiato, degenerato per il regime, con il divieto di continuare a dipingere: l’artista vi si
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