Nella Villa dei Cedri le ultime tendenze della grafica

Due mostre con giovani artisti elvetici e internazionali per inaugurare la nuova stagione del museo

Una veduta della mostra «Print is a Battlefield» nella Villa dei Cedri a Bellinzona
Ada Masoero |

Con due diverse mostre, ma legate dalla volontà di stimolare riflessioni comuni, si è appena aperta la nuova stagione espositiva del Museo Villa dei Cedri di Bellinzona (Svizzera), che proseguirà fino al 20 agosto. A unire i due progetti è la volontà di indurre i visitatori a interrogarsi, come suggeriscono dal Museo, «sulle relazioni fra tradizione e contemporaneità, nostalgia e speranza, affrontando temi fondamentali per i giovani artisti del XXI secolo, come le questioni ambientali, le controversie di genere e le lotte di potere».

La mostra «Disappear Here», curata dal ticinese Rolando Bassetti, direttore di CACY, Centre d’art contemperain Yverdon-les-Bains, guarda al rapporto tradizione-contemporaneità, prendendo le mosse dalla storia di questa tipica villa signorile otto-novecentesca e dal suo (possibile) presente. Dal confronto scaturisce un mondo distopico, dai toni al tempo stesso poetici e vagamente apocalittici.

«Print is a Battlefield», curata da David Khalat, direttore di Edition VFO-Verein für Originalgraphik, è invece un omaggio a questa organizzazione non profit zurighese (a 75 anni dalla fondazione) e al ruolo da essa giocato nella grafica d’arte svizzera. La scelta della cinquantina di opere in mostra, realizzate negli ultimi dieci anni da 18 artisti, offre uno sguardo esaustivo sulle tendenze più recenti dell’arte elvetica e internazionale, tra tecniche tradizionali e metodi di produzione tanto sperimentali da diventare talora perfino giocosi (neon, striscioni, oggetti termoformati, incisioni laser, stampe 3D...).

Divisi in cinque sezioni (metodi di produzione; Antropocene e crisi climatica; rapporto stampa-pittura; esplorazione della terza dimensione; identità femminile), i lavori esposti illustrano il duplice «campo di battaglia» cui allude  il titolo della mostra: da un lato, le sfide con cui gli artisti si confrontano nel loro processo creativo, dall’altro, le sfide sociali, economiche, ambientali che affrontano nelle loro opere.

© Riproduzione riservata
Calendario Mostre
Altri articoli di Ada Masoero

Le donne delle Fondazioni: perché siamo differenti, che cosa vogliamo dare (e ricevere). 4

Dieci istituzioni dedicate all’arte contemporanea ci raccontano finalità, modalità e criticità. Tutte vorrebbero più collaborazione tra privato e pubblico e agevolazioni dallo Stato, quali ArtBonus e imposizione fiscale più comprensiva dei loro nobili scopi. L’incognita: quale futuro dopo le fondatrici? Altre due istituzioni: la Fondazione Luigi Rovati (risponde Giovanna Forlanelli) e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (risponde Patrizia Sandretto Re Rebaudengo)