Nella foresta senza bussola

Antonio Aimi |  | Città del Messico

Le ultime ricerche condotte da un gruppo di studiosi americani potrebbero segnare la fine della querelle sul Codex Grolier

Le conclusioni di questo team, che comprende figure prestigiose come Michael Coe, Mary Miller, Karl Taube e Stephen Houston, sono perentorie: «Una ragionata valutazione dei dati lascia solo una possibilità: ci sono solo quattro codici maya di epoca precolombiana, e uno di questi è il Grolier».

La storia che è possibile documentare con certezza del Grolier cominciò nel 1971, quando il documento fu esposto a New York nella mostra: «The Maya Scribe and His World», organizzata dal club di bibliofili da cui il codice prese poi il nome. Il «libro», che come tutti gli altri codici precolombiani si apre a fisarmonica ed è fatto con sottocorteccia d’albero, proveniva dalla raccolta di Josué Sáenz, un magnate di Città del Messico, che l’aveva acquistato sei anni prima in uno scenario degno di
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