Nel cielo di Correggio rispunta un cherubino

Un progetto espositivo intorno a un lacerto di pittura dall’affresco dell’Incoronazione della Vergine

Il frammento della testa di cherubino riemerso
Stefano Luppi |  | Correggio (Re)

Emerge un frammento di Testa di cherubino da un’opera documentata e perduta di Antonio Allegri il Correggio (1489-1534), attribuibile al maestro rinascimentale ed esposto per la prima volta nella mostra «Nei cieli del Correggio» presso il Museo intitolato al pittore nella sua città natale.

Il progetto espositivo, curato da Maria Cristina Chiusa e da Gabriele Fabbrici, è costruito intorno a questo lacerto di pittura appartenente a una collezione privata e proveniente dall’affresco dell’Incoronazione della Vergine dipinta nel 1522 nel catino absidale della Chiesa di San Giovanni Evangelista a Parma, andato distrutto nel 1587. Prima della mostra il frammento è stato sottoposto ad analisi cui è seguita l’attribuzione al Correggio basata su dati filologico-stilistici e documentali di confronto. Esistono, infatti, altri quattro frammenti provenienti dal medesimo affresco parmense, conservati alla Galleria Nazionale di Parma, alla National Gallery di Londra e al Museum of Fine Arts di Boston.

Il percorso espositivo si articola in un’introduzione storico-didattica, una sala con l’opera e uno spazio in cui è ricostruito il catino absidale della Chiesa di San Giovanni Evangelista, realizzato da Jacopo Veroni (Blackforge) con evidenziata l’area del piccolo frammento. Al Correggio Art Home, casa natale del pittore, è infine allestita «Correggio e La Petite Capitale», a cura di Anna Bartoli.

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