Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Una veduta interna di Magazzino Italian Art durante la mostra della collezione Olnick Spanu tenutasi nel 2018. Courtesy Magazzino Italian Art

Image

Una veduta interna di Magazzino Italian Art durante la mostra della collezione Olnick Spanu tenutasi nel 2018. Courtesy Magazzino Italian Art

Mostre fatte in casa

Le iniziative digitali di Magazzino Italian Art, centro propulsore dell'arte italiana dal dopoguerra a oggi

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Cold Spring (New York, USA). Il museo fondato da Nancy Olnick e Giorgio Spanu nell’Hudson Valley è stato concepito dalla coppia di collezionisti come un centro propulsore e un laboratorio della migliore arte italiana dal dopoguerra ad oggi. Battezzato, con understatement, Magazzino Italian Art, in realtà si tratta di un’istituzione molto attiva, aperta al pubblico con ingresso libero, e dotata di una sede di circa 2mila mq (progettata da Miguel Quismondo) in cui si sono tenute mostre di grande qualità, oltre ad attività scientifiche e pubbliche tese a promuovere e diffondere la nostra arte e a osservare la sua influenza a livello globale.

In questi drammatici mesi, Magazzino Italian Art (che è diretto da Vittorio Calabrese) ha lanciato, sin dal 27 marzo, il progetto di iniziative digitali «Magazzino da casa», che diffonde su Instagram Live incontri settimanali in streaming live con artisti (da Marinella Senatore a Michelangelo Pistoletto, a Melissa McGill), presentazioni di film inediti relativi a recenti progetti museali e lezioni di studiosi. Su Spotify (Magazzino Spotify) si aggiungono playlist settimanali di musica italiana proposte da artisti e amici di Magazzino, associate a un’opera installata nel museo.

Inoltre Magazzino digitalizza tutte le sue pubblicazioni, rendendole accessibili gratuitamente via Issuu, e mette in rete immagini e video delle dieci installazioni site specific dell’Olnick Spanu Art Program. L’iniziativa più ambiziosa è però «Homemade», che ha chiesto a otto artisti italiani residenti a New York (Alessandro Teoldi, Andrea Mastrovito, Beatrice Scaccia, Danilo Correale, Davide Balliano, Francesco Simeti, Luisa Rabbia, Maria Domenica Rapicavoli) di creare nuove opere con materiali che avevano in casa.

Fino a fine maggio saranno presentati su Instagram aggiornamenti di ciascun progetto, in vista della presentazione finale. Tutte le iniziative sono visibili su www.magazzino.art/magazzinodacasa e su Instagram (@magazzino) con possibilità di domande e risposte.
 

Ada Masoero, 14 maggio 2020 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Dopo oltre un decennio alla direzione dell’Istituto di Storia dell’Arte, ruolo per cui sarà sostituito da Antonio Mazzotta, ora ne ridefinisce struttura e ambizioni in chiave globale

La passione per la pittura, per l’acquerello e per la grafica che unisce anche Victor Hugo, Massimo d’Azeglio, Dino Buzzati, Dario Fo, Sharon Stone, Sylvester Stallone, Bob Dylan, David Bowie, Joni Mitchell, Franco Battiato e altri ancora. Tutti, da scoprire (o riscoprire) nelle pagine di Mimmo Di Marzio

Dall’8 al 10 maggio la prima edizione del festival ideato da Marco Bracconi e Giulia Zanichelli sui temi che modellano il corso della storia tra passato e futuro

Un doppio omaggio al pioniere della street photography, al Museo di Santa Giulia e alla Pinacoteca Tosio Martinengo

Mostre fatte in casa | Ada Masoero

Mostre fatte in casa | Ada Masoero