Morire di muri

Al Gropius Bau un tema di drammatica attualità

«Bernauer Strasse, Berlin» (1990) di Sibylle Bergemann. © Estate Sibylle Bergemann; Ostkreuz, Cortesia di Loock, Berlino
Francesca Petretto |  | Berlino

Innegabilmente il tema del muro, frontiera/barriera che esclude, così presente nel nostro tempo, ricorre molto anche in esposizioni, installazioni e opere d’arte. In Germania, dopo che il Padiglione nazionale all’ultima Biennale di Architettura di Venezia ne ha fatto argomento della propria partecipazione, e alle soglie del 30mo anniversario della caduta del Muro di Berlino, la sensibilità mostrata in scrittura e curatela di importanti mostre di respiro internazionale è giocoforza particolarmente alta.

Così anche questa imminente «Durch Mauern gehen» («Attraversare i muri»), collettiva a cura di Till Fellrath e Sam Bardaouil organizzata al Gropius Bau e aperta al pubblico dal 12 settembre al 19 gennaio, non disdegna di cimentarsi con uno degli argomenti più sentiti dalla scena artistica anzitutto berlinese e poi, per estensione, tedesca.

La partecipazione è assolutamente internazionale, con
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