Ludovica Carbotta: sola a Monowe

L'artista torinese prima della Biennale alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Un dettaglio di «Monowe» (The City Museum), 2016, di Ludovica Carbotta
Jenny Dogliani |  | Torino

Ludovica Carbotta è nata a Torino nel 1982. Ha studiato all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e poi a Londra. Vive a Barcellona e dal 15 aprile al 6 ottobre è alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo con la personale «Monowe».

Che cos'è «Monowe»?
È un progetto iniziato nel 2016. È il nome di una città immaginaria: «Mono noi». Nasce dalla riflessione sull’isolamento e l’individualismo in cui viviamo, specialmente nelle grandi città. L'idea mi è venuta a Londra. Per giorni interi mi capitava di non parlare e non avere contatti con le persone. Al supermercato c’era la cassa automatica, nella metro non si interagiva. Lavoravo nello studio di un artista, ma perlopiù stavo da sola a scrivere email. «Monowe» è un estremo, un paradosso: una città con un unico abitante. Una città sopraelevata rispetto a quella in cui viviamo, un suo riflesso.

Qual è stato il primo pezzo?
L’ingresso,
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