Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Aste

Libri antichi: solo il meglio del meglio

Un collezionismo colto e raffinato sostiene un mercato solido ma penalizzato dalla burocrazia

L’atlante «Arcano del mare» (1661) di Robert Dudley  stimato 580-815mila euro. © 2019 Christie’s Images Ltd

Firenze, Londra, New York, Roma. Il loro settore non raggiunge senza dubbio il dinamismo e il giro d’affari che possono vantare l’arte moderna e quella contemporanea, tuttavia i libri antichi sono tuttora al centro di una nicchia di collezionismo colto e raffinato, con estimatori sparsi un po’ in tutto il mondo.

«Il mercato rimane solido globalmente, nonostante le incertezze politiche ed economiche, afferma Thomas Venning, capo del dipartimento di libri e manoscritti di Christie’s. Si conferma molto forte la richiesta per i libri scientifici, e abbiamo registrato grande interesse verso figure fondamentali per l’evoluzione del pensiero scientifico, da Copernico a Newton, da Einstein a Stephen Hawking. C’è una continua domanda per lavori e personalità di spicco del mondo moderno, pensatori, politici, scrittori chiave nello sviluppo di una tradizione nazionale, come testimonia la nostra prossima vendita che presenterà opere di Shakespeare e Goethe (l’11 dicembre a Londra, provenienti dalla collezione Schøyen, Ndr). Ma soprattutto i collezionisti ricercano “il meglio del meglio”, ovvero i libri migliori, nelle migliori condizioni, con importanti provenienze».

Da Christie’s sempre l’11 dicembre verrà offerta anche una raccolta di libri, atlanti, globi e strumenti scientifici dalla collezione del mercante olandese Nico Israel, importante specialista del settore. Fra i lotti spicca un monumentale Arcano del mare di Robert Dudley, stampato a Firenze nel 1661, il primo atlante del mare riferito al mondo intero, summa della conoscenza dell’epoca nelle scienze navali, e illustrato con numerose incisioni su rame (580-815mila).

La letteratura americana sarà protagonista da Sotheby’s a New York, il 18 dicembre, quando verrà dispersa una raccolta privata di opere dal XVIII al XX secolo comprensiva di lavori di Allan Poe, Hemingway e Hawthorne. Oggetto di punta della vendita sarà però un manoscritto autografo di Pierre de Coubertin, «The Olympic Manifesto», redatto come nota per un discorso tenuto alla Sorbona nel 1892, due anni prima che de Coubertin fondasse a Parigi il Comitato olimpico internazionale (640-900mila).

Quanto al mercato italiano, le case d’asta segnalano una buona tenuta del libro antico, sostenuto anche dal collezionismo straniero, particolarmente attivo alle aste online. «Assistiamo a un crescente interesse per alcuni generi librari: le edizioni in volgare del Cinquecento, la manualistica, quali i libri di culinaria, i trattati di comportamento, quelli sulla caccia, gli atlanti, in particolare quelli del ’700 illustrati e anche acquerellati, commenta Fabio Massimo Bertolo, esperto per libri, autografi e stampe di Finarte. Tutto il ’900 poi, specie le edizioni di autori illustri meglio se arricchite da dediche, sono richieste perché più vicine al gusto e alla sensibilità moderna. A ciò ci aggiunge l’attenzione verso l’oggetto libro di cui spesso si apprezzano le componenti paratestuali più evidenti, quali la legatura, le illustrazioni, le note di possesso».

L'asta che Finarte ha tenuto a Roma il 5 dicembre proponeva il fondo archivistico di Grazia Deledda con manoscritti, epistolari, riconoscimenti, dossier sul Nobel che ottenne nel 1926, fotografie, dipinti e un’intera stanza per lei realizzata da un designer degli anni Trenta, tutto offerto con una base di 220mila euro.

«Oltre ai testi di scienze e medicina anche le carte geografiche, gli atlanti e i libri di viaggio che fanno vivere al lettore il fascino della scoperta di terre nuove rappresentano un evergreen del collezionismo, spiega Cristiano Collari, responsabile dipartimento libri rari e autografi di Bolaffi. Così come sempre amato è anche il genere degli autografi».

L’asta di Bolaffi, a Torino, l’11 dicembre proporrà in questo ambito una raccolta di memorabilia di Maria Callas, fra cui 12 lettere autografe indirizzate al suo medico, Gerardo De Marco (base 8mila). Si segnala inoltre il Civitates orbis terrarum, opera di vari artisti e autori coordinati da Georg Braun (1572-1617), bell’esemplare di atlante delle città del mondo completo dei sei tomi, opera significativa per l’apparato cartografico e iconografico e la cura tipografico-editoriale, oltre che per la dovizia di informazioni (base 45mila).

«A riscuotere sempre successo è l’alto antiquariato, come le edizioni aldine con legatura veneziana coeva e gli incunaboli illustrati, con legatura coeva, oltre ai classici della letteratura italiana, dalla Divina Commedia alla prima edizione di Pinocchio del 1883 in formato libro, quest’ultima difficile da reperire e ancor di più in buone condizioni, afferma Chiara Nicoli, capo dipartimento libri, manoscritti e autografi di Pandolfini. Per quanto riguarda la Divina Commedia la prima edizione del 1472 stampata a Foligno è rarissima e vale milioni di euro, ma sono ricercate anche le edizioni illustrate del ’500, ’700 e ’800, avvicinabili con qualche migliaia di euro».

Fra gli oggetti che, secondo l’esperta, al contrario, oggi faticano un po’ ci sono alcuni libri d’arte stampati negli anni ’80 del Novecento, al tempo costosi da produrre e ora avvicinabili con esborsi contenuti. Da Pandolfini il 16 dicembre, a Firenze, saranno proposte due prime edizioni di Franchino Gaffurio, teorico musicale, cantore e compositore che fu amico di Leonardo, conosciuto alla corte di Ludovico il Moro.

Si tratta del trattato Practica Musice del 1496 (30-40mila) e il De Harmonia musicorum instrumentorum del 1518 (15-18mila). All’incanto anche una copia dei Calligrammes di Apollinaire, illustrati da de Chirico nel 1930 (15-20mila). Gli operatori italiani concordano infine sulla necessità di superare i vincoli burocratici che ora limitano pesantemente il potenziale mercato per i beni librari presenti in Italia.

«La recente riforma, che ha riportato allo Stato la competenza in materia di tutela del bene librario, sta funzionando ma necessita di migliorie: soprattutto la soglia dei 13.500 euro per l’esportazione è legge che ancora non ha trovato modo di essere applicata per pastoie burocratico-tecniche, conclude Bertolo. Sarebbe auspicabile una soluzione del problema per alleggerire il lavoro degli uffici esportazione, oggi ingolfati con centinaia di richieste per libri di scarsissimo valore economico-culturale».

Elena Correggia, da Il Giornale dell'Arte numero 403, dicembre 2019



GDA maggio giugno 2020

GDA408 maggio-giugno VERNISSAGE

GDA408 maggio-giugno IL GIORNALE DELLE MOSTRE

GDA408 maggio-giugno IL GIORNALE DELL

GDA408 maggio-giugno VEDERE IN ABRUZZO

GDA408 Inchiesta FAREMO COSÌ

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012