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Roberta Bosco
Leggi i suoi articoliLa Fundació Joan Brossa, dedicata alle arti plastiche e lo Scenario Brossa, consacrato al teatro d’avanguardia, si fondono in una nuova istituzione: il Centre de les Arts Lliures. Ispirato al pensiero di Joan Brossa (1919-98) poeta, artista visivo e autore teatrale, che mise in pratica la multidisciplinarietà e l’ibridazione tra le arti molto prima che queste parole diventassero di moda, il Centro delle Arti Libere occupa l’edificio storico della Seca (Zecca), ristrutturato dall’architetta Meritxell Inaraja che ha organizzato i tre livelli dell’edificio intorno a un patio interno con un’accogliente caffetteria.
Al pianterreno si svolgerà l’attività teatrale, il primo piano è dedicato a Joan Brossa e il secondo alle mostre temporanee: in totale ci saranno sette spazi diversi aperti al pubblico. Il nuovo centro (che si inaugura il 16 dicembre), funzionerà con una direzione collegiale, trasversale e intergenerazionale, sotto la presidenza dello scrittore Vicenç Altaió, uno degli intellettuali più rilevanti della cultura catalana.
Lo spazio dedicato a Brossa sarà permanente ma si rinnoverà periodicamente. Il primo allestimento, firmato dallo scultore David Bestué, si articola su tre idee principali: il poeta come colui che registra la realtà, il poeta come colui che studia il linguaggio e, infine, la scrittura come esercizio per mettere alla prova l’immaginazione. «In formato letterario, visivo, tridimensionale o scenico, Joan Brossa ha catturato la parola pensata, scritta e letta, la parola trovata, udita e vista, la parola vivente», ha affermato Vicenç Altaió.
Il programma espositivo e teatrale combina memoria e creazione contemporanea, la ricerca di nuovi linguaggi e lo studio dell’opera di Brossa che sfocerà nella produzione di opere transdisciplinari. «Il Centro delle Arti Libere non è un museo né un teatro: è un progetto globale senza muri tra le sale né frontiere tra le arti», ha concluso Altaió.
L'esterno dell'ex edificio della Seca, ora Centre de les Arts Lliures
Joan Brossa alla Fiera del Teatro di Strada di Tarrega nel 1983
Roberta Bosco
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