Lehmann Maupin sbarca a Milano in via della Spiga

Primo passo verso l’Italia, per ora temporaneo, della grande galleria newyorkese

Lehmann Maupin avrà uno spazio temporaneo per due mesi a Milano a partire dal 12 aprile prossimo. Cortesia di Lehmann Maupin
Giorgio Guglielmino |  | Milano

Ha scelto un indirizzo di grandissima visibilità la galleria Lehmann Maupin per il suo primo approccio all’Italia: va della Spiga nel quadrilatero della moda a Milano. La grande galleria newyorkese, con sedi anche a Londra e Seul, avrà uno spazio temporaneo per due mesi a Milano a partire dal 12 aprile prossimo. Non sono due mesi qualunque. Infatti, in tale periodo avrà luogo la fiera miart, si aprirà la Biennale di Venezia (il loro artista Kim Yun Shin è stato invitato dal curatore Adriano Pedrosa) e Nari Ward, una delle punte di diamante della loro squadra, avrà fino al 28 luglio una retrospettiva all’HangarBicocca. 

La galleria sarà ospitata nello spazio denominato «Il Circolo» al 48 di via della Spiga, luogo d’arte non profit della collezionista Nicole Saikalis Bay, e proporrà fino al 21 giugno una collettiva con lavori di Hernan Bas, Loriel Beltrán, Mandy El-Sayegh, Nari Ward, Catherine Opie e Todd Gray. Questi ultimi due hanno tra l’altro completato delle residenze presso la American Academy di Roma rispettivamente nel 2021 e nel 2023.

Lo spazio milanese della galleria sarà coordinato da Jessica Kreps, partner della galleria, che afferma: «Il nostro nuovo spazio pop-up a Milano è una testimonianza del nostro impegno verso la scena artistica globale. Questa impresa ci permetterà di presentare alcuni dei nostri artisti in Italia per la prima volta, inclusa l’artista venezuelana-americana Loriel Beltrán e Mandy El-Sayegh. Inoltre la vicinanza della città a Venezia è stata un fattore importante nel nostro processo decisionale in questo momento dell’anno speciale per il mondo dell’arte».

Come già segnalato in precedenza è in crescita il numero di gallerie straniere che decidono di aprire spazi permanenti o temporanei in Italia, a riprova di un interesse unico nello scenario europeo. Parigi rimane sempre una interessante opzione, mentre le grandi gallerie internazionali non sembrano particolarmente interessate né alla Germania né alla Spagna. In ambito globale non è la prima volta che Lehmann Maupin apre delle gallerie temporanee. Lo ha già fatto ad Aspen, Palm Beach, Taipei e Pechino. L’auspicio è che la tappa milanese possa trasformarsi in futuro in una presenza stabile.

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